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17/07/2026 ore 06.30
Economia e lavoro

Monopattini, cambia tutto: assicurazione obbligatoria, casco e multe fino a 400 euro per chi non è in regola

Entra in vigore la nuova disciplina per i monopattini elettrici: Rc collegata al contrassegno, protezioni obbligatorie e nuove sanzioni. Ecco quanto costa mettersi in regola e cosa rischia chi non lo fa. Interessato un milione di persone

di Carmelo Idà

Scatta l'obbligo di copertura assicurativa per i monopattini elettrici, una novità che interesserà un milione di proprietari privati privati e l'intero comparto della mobilità condivisa. Le nuove polizze devono essere collegate al codice identificativo del mezzo, rendendo di fatto inutilizzabili le precedenti coperture generiche dedicate alla famiglia. Il costo annuale stimato per i cittadini oscilla tra i 35 e i 55 euro, ma le associazioni di categoria segnalano rincari significativi anche per i servizi di sharing mobility. Le sanzioni per chi circola senza copertura variano da 100 a 400 euro, sebbene restino dubbi sull'efficacia dei controlli stradali. C’è l’obbligo del casco. Per i primi due anni è prevista una fase transitoria senza indennizzo diretto, utile a raccogliere dati sui sinistri per stabilire tariffe future più precise.

Da oggi, dunque, la micromobilità elettrica fa un passo in avanti: sotto il profilo della responsabilità civile, con l’obbligo della Rc, il monopattino diventa a tutti gli effetti veicolo equiparato a quelli a motore. I mezzi dovranno rispettare degli specifici requisiti tecnici e avere determinate dotazioni (come freni e frecce per le segnalazioni della direzione).

I costi delle polizze

L'impatto immediato per i cittadini è, naturalmente, di natura economica. Secondo le stime diffuse da Assoutenti, la spesa annua complessiva per gli italiani supererà i 50 milioni di euro. Il costo medio della polizza base oscilla tra i 35 e i 55 euro all'anno. Ma se l’assicurato decide di aggiungere garanzie accessorie (come il furto o l'assistenza stradale), il premio può lievitare fino a 150 euro annui. Multe a partire da 100 euro e fino a 400 euro per chi sfiderà la sorte circolando senza assicurazione. Per chi circola con monopattini non conformi ai requisiti tecnici o violando le prescrizioni su casco e dotazioni (ad esempio senza frecce e freni), la sanzione va da 200 euro (importo ordinario per chi paga entro 60 giorni, riducibile a 70 versando entro cinque giorni) a 800 euro.

La Rc capofamiglia non basta

Sulla validità delle polizze già in possesso - in molti confidavano nella generica assicurazione di responsabilità civile familiare - il Codice della strada ed il Mimit sono perentori: la RC capofamiglia non è più sufficiente. Il motivo è di ordine squisitamente tecnico ma fondamentale per la validità legale della copertura: la nuova polizza deve obbligatoriamente riportare il codice del contrassegno identificativo del mezzo (il cosiddetto "targhino"). Senza questo legame tra veicolo e contratto assicurativo, l'assicurazione non ha valore legale ai fini del Codice della strada. Questo passaggio rappresenta una sfida non da poco, considerando che in alcuni casi si registrano ancora difficoltà nell'ottenere i contrassegni necessari. Le polizze e la targa sono intestabili anche ai minorenni. Età minima 14 anni: la domanda di rilascio di contrassegno e assicurazione deve essere presentata dai genitori. Targa e polizza devono riportare dati coerenti ed essere collegati tramite la «piattaforma monopattini».

Polizze più care per la sharing mobility

Assosharing denuncia un’asimmetria ingiustificata: mentre un privato paga circa 50 euro, agli operatori vengono proposte polizze vicine ai 100 euro a monopattino. Luigi Licchelli, presidente dell’associazione, sottolinea che «i circa 60-110mila mezzi in condivisione sono già i più sicuri, con velocità e potenza bloccate elettronicamente e manutenzione quotidiana». Con il passaggio al regime RC Auto, i costi per gli operatori sono lievitati fino a cinque volte a parità di massimali. Il rischio, segnalato anche da Consumerismo No Profit, è che questi aggravi economici si trasformino in una "tassa occulta" che finirà per scaricarsi sulle tariffe finali pagate dagli utenti.

Il monitoraggio e la fase transitoria, niente indennizzo diretto

Il sistema assicurativo dei monopattini non sarà immediatamente identico a quello delle auto. Per almeno i primi due anni, non sarà applicata la procedura di indennizzo diretto.

Il ministero delle Imprese, con una circolare del 24 aprile scorso, ha stabilito questo periodo di "osservazione" per permettere all'Ivass di raccogliere dati certi sull'andamento dei sinistri. Ogni sei mesi, l'Ivass informerà il Ministero per costruire un forfait nazionale e criteri tariffari più precisi in futuro. Nel frattempo, in caso di incidente, si applicherà la procedura di risarcimento ordinario.

La sfida dei periti e la complessità dei sinistri

L'ingresso strutturato dei monopattini nel sistema assicurativo apre scenari complessi per la ricostruzione degli incidenti. Luigi Mercurio, presidente di Aiped (Associazione italiana periti estimatori danni), avverte che valutare la dinamica di un sinistro con un monopattino è spesso più difficile rispetto ai veicoli tradizionali.

La carenza di elementi oggettivi, le traiettorie variabili nei contesti urbani complessi e l'analisi dei comportamenti dei soggetti coinvolti richiederanno un'attenzione tecnica maggiore. In questo senso, il contrassegno identificativo diventa uno strumento essenziale non solo per la multa, ma per l'accertamento delle responsabilità civili.

Le criticità, il problema dei controlli

Nonostante le nuove regole, le associazioni dei consumatori restano scettiche sulla loro reale efficacia nelle strade. Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, parla apertamente di un settore dove regna ancora il "far west". Nonostante l'obbligo, si teme che le forze dell'ordine non abbiano risorse sufficienti per presidiare il territorio. Difficile dunque contrastare le cosiddette infrazioni sistemiche: regole base come l'uso del casco, il divieto di circolare in due o le modifiche tecniche ai mezzi rimangono ampiamente disattese. E poi ci sono le irregolarità diffuse. Operazioni recenti, come quelle condotte a Bologna, hanno mostrato che la stragrande maggioranza dei mezzi controllati (monopattini e bici elettriche) risultava irregolare.

Obbligo assicurativo e sicurezza alla guida

L'obbligo assicurativo mira a proteggere non solo il conducente, ma soprattutto il terzo danneggiato (pedoni e ciclisti), che ora potrà agire direttamente contro la compagnia. Tuttavia, tra il rischio di speculazioni tariffarie denunciato dai consumatori e le difficoltà operative segnalate dagli esperti, la strada per una mobilità elettrica davvero sicura e regolamentata sembra ancora lunga. Solo il monitoraggio dei prossimi due anni dirà se questa misura sarà stata un reale passo avanti per la sicurezza stradale o un mero onere economico per cittadini e imprese.