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07/02/2026 ore 06.46
Economia e lavoro

Olimpiadi Milano-Cortina, costi e ritardi record: 5,4 miliardi tra impianti, infrastrutture e progetti (spesso) incompleti

L’organizzazione dei giochi invernali richiede 1,93 miliardi coperti da sponsor e diritti tv. Gli investimenti statali ammontano a 3,54 miliardi, ma metà delle opere non sarà pronta per l’inizio delle gare

di Redazione Economia

Si accendono i riflettori sulle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, l’evento, o meglio la carrellata di eventi sportivi più costosi di sempre: 5,47 miliardi di euro, 1,93 miliardi per l’organizzazione e altri 3,54 miliardi per gli impianti e le infrastrutture. L’ultima edizione dei giochi invernali, Pechino 2022, è costata 3 miliardi di dollari. La spesa per impianti ed infrastrutture, queste ultime pari al 70% degli investimenti complessivi, è interamente a carico dello Stato ad eccezione dell’Arena Santa Giulia: ipertecnologico tempio dell’hockey su ghiaccio da 16mila posti, costato 250 milioni, spesa finanziata in gran parte da privati. Novantotto i progetti previsti: 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto stradale e ferroviario. Quando si tratta di tempi, il nostro Paese però non si smentisce mai: il 49% dei progetti è fermo o in ritardo e sarà realizzato nei tre-cinque anni successivi ai giochi. Ma andiamo per ordine. Tra le voci più rilevanti, in termini di spesa, dopo l’Arena Santa Giulia, ed il villaggio olimpico di Milano costato 140 milioni, ci sono i 132 milioni per lo sliding center Eugenio Monti di Cortina e i 92 milioni per la parziale ricostruzione dello stadio del salto di Predazzo, mentre per il villaggio olimpico di Cortina ci sono voluti 40 milioni.

Organizzazione e sponsor, spesa da 1,9 miliardi

Il 60% dei costi operativi nel bilancio della Fondazione Milano-Cortina, il comitato organizzatore presieduto da Giovanni Malagò, sono coperti dai contributi del Comitato olimpico internazionale, attraverso i guadagni provenienti dai diritti televisivi e dagli sponsor: Coca-Cola, Airbnb, Eni, Enel, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane, Leonardo, Salomon, Stellantis e Ferrovie dello Stato. Quest’ultima ha investito 650 milioni per ammodernare stazioni e linee di rete. Gli organizzatori stimano circa due milioni di spettatori dal vivo (sono oltre 900mila i biglietti già venduti sulla piattaforma ufficiale) e un’audience globale di 3 miliardi di persone. In termini di ritorno economico le Olimpiadi valgono oltre 4,5 miliardi di euro, il 30% andrà a beneficio delle località che ospiteranno le gare in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Secondo uno studio di Banca Ifis 1,1 miliardi arriveranno dalla spesa diretta di spettatori, staff, atleti e operatori coinvolti nell’organizzazione dell’evento. Oltre ai biglietti toccherà ristorazione, trasporti, strutture ricettive, servizi turistici e merchandising. The Italian sport system observatory stima che i circa 2 milioni di spettatori attesi faranno guadagnare alla Lombardia 653 milioni (il 59,4%), mentre Veneto e Trentino-Alto Adige si divideranno circa 447 milioni (il 40,6%). Una parte rilevante del valore economico complessivo delle Olimpiadi invernali è legata al cosiddetto turismo indotto che, sempre secondo Banca Ifis genererà guadagni per 1,2 miliardi nei 12-18 mesi successivi ai giochi.

Il paradosso delle opere incompiute

Le opere inserite nel programma di investimenti per i giochi olimpici e paralimpici invernali sono 98: 31 sono definite “essenziali” mentre le altre 67 vengono definite di “legacy”. Le prime sono necessarie per disputare le gare, mentre le seconde sono le infrastrutture di trasporto utili a connettere il vasto comprensorio in cui si svolgeranno le competizioni. I territori ne beneficeranno ben oltre la fine dei giochi. Il numero di questi progetti è così distribuito: 30 nell’area dolomitica di Trento, 29 in Lombardia, 25 in Veneto e 14 nella zona di Bolzano. Gli ultimi dati diffusi da Simico, la società che ha il compito di gestire il programma di investimenti per le Olimpiadi di Milano Cortina, dicono che i progetti conclusi sono 40, 29 sono ancora in esecuzione, 27 in progettazione e 2 nella fase di appalto: il 49% delle opere previste verrà terminato dopo la fine dei giochi, con l’ultimo cantiere previsto in avvio nel 2031.

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