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22/01/2026 ore 09.34
Economia e lavoro

Parlamento Ue blocca il Mercosur, stop a un accordo da decine di miliardi: per l’Europa è un autogol

Voto a sorpresa a Strasburgo. Sinistra, verdi e liberali fanno saltare l’intesa con l’America Latina. Il trattato sarà sottoposto alla verifica di validità giuridica della Corte di Giustizia

di Redazione Economia
© European Union 2025 - Source : EP

Tutto fermo in attesa che la Corte europea di Giustizia si esprima sulla validità giuridica del trattato commerciale con i Paesi del Mercosur. Lo ha deciso il Parlamento europeo con un voto a sorpresa che ha spiazzato la Commissione e costretto la presidente Von der Leyen a scusarsi con i partner d’oltre oceano. La decisione dell’assemblea di sottoporre i termini dell’accordo al vaglio della Corte è passata con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astenuti. La mozione era stata firmata da circa 150 parlamentari della sinistra, dei verdi e dei liberali ma nelle ultime ore ha raccolto i consensi di decine di altri deputati, compresi quelli della maggioranza. Lo stop mette a rischio scambi del valore di decine di miliardi di euro. Esultano gli agricoltori ma arrivano dure critiche dalle associazioni del commercio e dell’industria. Federalimentari ipotizza un danno immediato per l’export italiano pari a circa 1,5 miliardi di euro. La Commissione era arrivata all’accordo dopo un anno di tentennamenti e difficoltà e nonostante la contrarietà di Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda e l’astensione del Belgio all’ultimo vertice del Comitato dei rappresentanti permanenti. Il 17 gennaio scorso Ursula von der Leyen era volata in Uruguay per firmare il trattato. Tutto da rifare. E i tempi potrebbero essere molto lunghi. Un autogol per l’Europa che ha dimostrato, ancora una volta, poca fermezza e lucidità, su un tema, quello dei commerci esteri, su cui risultano ancora molto evidenti le differenze tra i governi dei 27 paesi.

L’ufficio di presidenza Ue ha fatto sapere che si sta valutando la possibilità di procedere comunque all’applicazione provvisoria del trattato. È già accaduto nel 2017 per il Ceta, l’accordo commerciale con il Canada. Allora fu il Belgio a chiedere l’intervento della Corte di Giustizia. La procedura su base provvisoria prevede l’approvazione da parte di ciascun singolo governo per giungere alla piena validità dell’accordo. Nel caso del Ceta dopo otto anni non è ancora avvenuto ma il trattato produce formalmente tutti i suoi effetti giuridici ed economici. Questa l’unica soluzione possibile su cui sta lavorando la Commissione. Ancora un rinvio, dunque, dopo 25 anni di lunghe ed estenuanti negoziazioni con il Mercosur: incontri, discussioni, aggiustamenti di passaggi e reciproche richieste di garanzie anche stavolta non hanno portato ad una positiva conclusione. Lo schiaffo del Parlamento di Strasburgo accentua le incertezze e per le imprese esportatrici di apre un altro periodo difficile.

I termini del trattato

L’accordo prevede meccanismi di tutela molto rigidi per le merci europee con una soglia di sbarramento dei surplus produttivi, di importazione e di prezzo al 5%, superati i quali l’Ue potrà avviare indagini doganali e stoppare l’intesa. Bruxelles ha blindato le 347 Indicazioni geografiche (IG) europee tra le quali 58 italiane mentre i Paesi del Mercosur hanno assunto l’impegno a non commercializzare imitazioni di noti prodotti a marchio europeo. In totale il 90% dei beni oggetto di scambi tra Ue e Mercosur viaggeranno privi di dazi doganali.

Nei prossimi 10 anni gli scambi economici tra Europa e Mercato unico del Sud America varranno oltre 150 miliardi di euro con un peso maggiore dell’export dei 27.

Nel 2024 i commerci Ue-Mercosur hanno toccato quota 111 miliardi di euro: 55,2 miliardi di esportazioni e 56 miliardi di importazioni. Oltre l'80% del flusso commerciale è stato registrato tra l'Ue e il Brasile. Nell’ultimo decennio gli scambi di beni Ue-Mercosur sono cresciuti di oltre il 36%: le importazioni sono aumentate di più del 50% e le esportazioni del 25%. I principali beni esportati dall'Ue nel Mercosur sono macchinari e apparecchi, prodotti chimici e farmaceutici e mezzi di trasporto. I principali beni importati sono prodotti agricoli, prodotti minerali, pasta di cellulosa e carta. L’Italia vanta scambi per un valore complessivo di 13,7 miliardi: 7,7 miliardi di export contro 6 miliardi di import.

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