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22/02/2026 ore 13.00
Economia e lavoro

Piccoli Comuni in affanno: in Calabria due dipendenti su tre sono part-time e gli uffici restano scoperti

In dieci anni il numero di contratti di lavoro con orario ridotto è cresciuto del 23,9%. Per far quadrare i bilanci le amministrazioni locali risparmiano sugli organici degli uffici municipali

di Redazione Economia

Meno dipendenti e con contratti di lavoro con orario ridotto. In Calabria il 65,7% del personale dei piccoli Comuni è part-time. Numeri cresciuti del 23,9% in dieci anni. La nostra regione è seconda dopo la Sicilia, che conta il 71,6% di part-time, ma che in dieci anni ha registrato un aumento di assunzioni di questa tipologia pari al 30,5%. Nel resto del Paese i numeri variano tra il 6,7% di part-time in Toscana e il 37,2% del Trentino-Alto Adige. La media nazionale si attesta al 29,1%.

In Calabria i dipendenti stabili sono 4.325, l’1,3% in meno rispetto al 2013. Il personale a tempo determinato è pari a 351 unità, il 7,5%, un punto in più rispetto alla media nazionale. Dopo la Liguria (con il 54%) e il Piemonte (con il 52%), la nostra regione insieme alla Lombardia, con il 47%, risulta avere il maggior numero di enti senza segretario comunale. Con tutte le problematiche che ne conseguono.

L’impiego di personale a tempo parziale rispecchia tutte le difficoltà delle amministrazioni locali che per fare quadrare i bilanci si trovano a dover risparmiare sugli organici. I numeri sono stati raccolti dall’Anci e presentati agli stati generali dei piccoli Comuni che si sta svolgendo a Roma.

Gli uffici municipali nei centri con meno di 5mila abitanti, che rappresentano il 70% dei Comuni italiani, hanno strutture organizzative essenziali con una elevata polifunzionalità del personale: il part-time assume così un carattere strutturale ed incide sulla continuità operativa dei servizi e sulla capacità di far fronte a carichi amministrativi crescenti.

In Calabria, l’80% dei comuni, 324 su 409, conta meno di 5mila abitanti, e copre il 67% del territorio regionale.

Nel 2024 i piccoli Comuni hanno bandito 2.768 procedure concorsuali, un dato che indica come più di un ente su due sia stato direttamente coinvolto in attività di reclutamento. A ciò si aggiunge il dato sulle graduatorie ancora valide e non utilizzate: al 31 dicembre 2024 risultano 5.094 persone collocate in graduatorie ancora efficaci. Sempre nel 2024 si registrano 839 ingressi a fronte di 1.223 uscite, non tutte per motivi di raggiunti limiti di età lavorativa: c’è infatti chi ha deciso di abbandonare o cambiare posto di lavoro. Il turn-over è un’altra questione aperta e non solo per motivi economici. Il 43,9% del personale complessivamente impiegato nei comuni con meno di 5mila abitanti ha più di 55 anni di età e gli over 65 sono il 3,2%.

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