Pnrr, Calabria ultima: spesa al 17% e migliaia di progetti fermi: il 30 giugno la scadenza per la chiusura dei lavori
I pagamenti non arrivano al 20%. Spesi solo 2 miliardi su 11,6. Comuni sempre più in difficoltà, avanzano solo i lavori in mano ai grandi soggetti attuatori
Il termine ultimo per la chiusura dei lavori è il 30 giugno prossimo. Dopo il sì di giovedì scorso in commissione Bilancio alla Camera il testo del decreto legge che contiene le norme sulla fine dei progetti Pnrr approderà in Senato per il via libera definitivo. Governo e Regioni non sono rimasti dentro i tempi previsti ma i ritardi non riguardano solo il nostro paese.
Al momento solo la Francia ha centrato l’obiettivo dell’80% dei cantieri chiusi e di oltre il 70% di pagamenti effettuati. Al 30 marzo su 194,4 miliardi disponibili, la spesa effettiva dichiarata dagli enti attuatori su Re.Gis, la piattaforma unica del ministero dell’Economia che monitora il Piano, si attesta intorno a 104 miliardi, poco sopra la soglia del 50%. Nonostante le sollecitazioni della Cabina di regia i dati sull’avanzamento dei lavori risultano molto frammentari perché non aggiornati.
Pnrr, Calabria fanalino di coda
Il 2025 si è chiuso con la Calabria fanalino di coda quasi doppiata dalle altre regioni (al 32%) con una quota di pagamenti pari ad appena il 17%, la più bassa d’Italia. Il risultato è valso le critiche da parte della Corte dei Conti che oltre ad aver fatto un chiaro riferimento alla difficoltà di reperire numeri attendibili ha anche giudicato «inefficiente l’utilizzo delle risorse». Ai giudici della Sezione regionale di controllo risulta un «disallineamento tra i dati Regis e le risultanze contabili» insieme al rischio della «sovrapposizione tra le diverse fonti di finanziamento».
Da quanto registra Open Pnrr, quelli relativi alla Calabria sono incompleti e oltre il 70% degli interventi finanziati e disponibili sulla piattaforma risulta contrassegnato da percentuali di avanzamento pari a zero.
I progetti finanziati in Calabria sono in tutto 14.230, 2.817 dei quali in capo alla Regione, per un costo complessivo di 11,6 miliardi: 9,1 miliardi di fondi Pnrr e 2,5 miliardi di risorse aggiuntive.
La spesa attuale supera di poco i 2 miliardi di euro. Sono le infrastrutture il canale di finanziamento più ricco: 5,8 miliardi di investimenti, il 49,55%, su 2.019 progetti. Seguono la Digitalizzazione con 1,8 miliardi (15,35%) su 3.727 progetti; Scuola, università, ricerca con 1,5 miliardi (12,36%) su 3.195 progetti e la Transizione ecologica con 841,8 milioni (7,16%) su 415 progetti.
Ancora oggi i pochi dati disponibili dicono che migliaia di progetti non risultano neppure partiti e che sono forti i ritardi sugli interventi previsti nel settore della salute, dell’inclusione sociale e della cultura.
I Comuni sono in crisi, negli ultimi mesi sono avanzati solo i grandi soggetti attuatori, in particolare per i progetti relativi alle infrastrutture ferroviarie, stradali e digitali. I soggetti attuatori con più risorse a disposizione sono RFI con 19 progetti per la rete ferroviaria del valore di 4,9 miliardi, Infratel con 9 progetti per le infrastrutture digitali del valore di 2,73 miliardi e la Regione Calabria con 2.817 progetti del valore di 1,15 miliardi.
E-Distribuzione Spa ha 9 progetti da 858 milioni, la Sorical ne ha 22 da 691 milioni, il Consorzio di bonifica della Calabria ne ha 44 da 499 milioni, il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha 1845 progetti da 483 milioni, il ministero delle Imprese e del made in Italy ne ha 106 da 214 milioni ed il Comune di Rende ha 196 progetti da 181 milioni.