Pnrr, turismo ed export spingono la crescita economica della Calabria. Più 20mila occupati nel 2025 (ma calano i salari)
Il reddito pro capite è inferiore di oltre un quarto rispetto alla media nazionale. Le imprese faticano ad investire in innovazione. Il focus di Bankitalia
Nel 2025 l'economia calabrese è cresciuta in maniera moderata. Il Prodotto interno lordo regionale ha segnato un aumento dell’1,1% sostenuto da un incremento significativo dell'occupazione e dei flussi nel settore turistico. Nonostante il miglioramento della redditività delle imprese ed il rafforzamento dei lavori pubblici spinti dai progetti Pnrr, persistono criticità strutturali legate alla bassa capacità innovativa e alla dinamica salariale che presenta retribuzioni medie inferiori ai livelli nazionali. Cresce l’export e si registra la ripresa del mercato immobiliare. A delineare il quadro è il “Rapporto annuale 2026” di Bankitalia.
Il mercato del lavoro e le famiglie
Nel 2025 gli occupati sono aumentati del 3,8% (+20.300 unità), con una crescita più intensa per donne e lavoratori autonomi. Il tasso di occupazione è salito al 46,4%, ma resta un divario di 16 punti percentuali rispetto alla media nazionale. La disoccupazione è scesa al 9,8%. Nel lungo periodo (2008-2023) le retribuzioni reali sono diminuite del 15,9% (contro il -6,2% dell'Italia), a causa del mancato recupero del potere d'acquisto negli anni della pandemia e della ricomposizione verso settori a basso valore aggiunto.
Il reddito disponibile nominale è aumentato del 2,6%. In termini pro capite è di circa 16.800 euro, inferiore di oltre un quarto rispetto alla media italiana. L’inflazione è salita all'1,9%, dato medio nel 2025, con un'accelerazione al 3,8% ad aprile 2026 per i rincari energetici. I consumi sono cresciuti dell'1,1% in termini reali. Il ricorso al credito al consumo è elevato, il 19,8% del reddito disponibile contro il 13,4% Italia. Quasi un quarto delle famiglie calabresi vive in stato di povertà relativa. L’8,2% dei residenti nella nostra regione percepisce l’assegno di inclusione. La ricchezza netta pro capite è di 104.000 euro, quasi la metà della media nazionale che si attesta a 199.000 euro.
Le imprese e i settori produttivi
L'attività di investimento delle imprese si è mantenuta sui livelli del 2024, ancora favorita dall'ampio ricorso agli incentivi fiscali, compresi quelli della Zona economica speciale per il Mezzogiorno. Gli investimenti in beni strumentali che hanno beneficiato del credito d’imposta sono stati pari a 537 milioni di euro (circa l’8% del totale del Mezzogiorno), un dato lievemente superiore a quello dell’anno precedente.
La redditività è rimasta positiva per la maggior parte delle imprese, favorendo un ulteriore incremento della liquidità aziendale, che si collocava già su livelli storicamente elevati. Il settore produttivo regionale, pur avendo registrato negli ultimi anni un lieve rafforzamento della dimensione media delle imprese, resta ancora fortemente polarizzato su realtà di piccola scala.
Oltre l'80% delle imprese ha chiuso il bilancio in utile o pareggio mentre il grado di indebitamento è sceso al 35%.
La capacità innovativa rimane però tra le più basse d'Italia. Gli investimenti in tecnologie avanzate (AI, robotica) sono ancora poco diffusi. I due terzi delle aziende calabresi non hanno effettuato alcuna spesa in tale direzione e solo un decimo vi ha destinato il 20% degli investimenti realizzati nell’anno.
L'export è cresciuto del 10,8%, superando il miliardo di euro. Le vendite all’estero sono trainate dai prodotti dell’industria alimentare e dell’agricoltura, circa il 45% del totale, e dal comparto dei macchinari e attrezzature. Dopo la forte espansione degli anni passati, è invece diminuito il valore delle esportazioni delle sostanze e prodotti chimici (-16,5%).
L’agricoltura pesa per oltre il 6% sul valore aggiunto regionale (contro il 2% nazionale) La Calabria è la seconda regione italiana per diffusione del biologico (36% della superficie agricola utilizzata).
Le attività di transhipment nel porto di Gioia Tauro hanno raggiunto un nuovo picco storico: 4,5 milioni di TEU (+14% sul 2024), pari a un terzo del traffico container nazionale.
Gli aeroporti regionali hanno superato i 4 milioni di passeggeri, grazie all'incremento dei voli, che restano maggiormente concentrati nella stagione estiva, soprattutto quelli internazionali.
Il turismo
Le presenze turistiche sono cresciute sensibilmente, principalmente nella componente straniera. Il turismo fornisce un contributo rilevante all'economia regionale: rispetto alla media nazionale, la spesa turistica incide in misura più elevata sui consumi interni e il settore dell'ospitalità, con i suoi 200mila posti letto, assorbe una quota maggiore di occupazione, soprattutto nei mesi estivi. Tuttavia, anche per l'ampio ricorso a forme contrattuali flessibili, i livelli retributivi risultano inferiori a quelli medi degli altri settori.
Il settore si caratterizza ancora per una forte concentrazione sulle aree costiere, un'elevata stagionalità e una minore incidenza delle presenze straniere. Nonostante ciò i numeri di Bankitalia dicono che nel 2025 le presenze sono cresciute dell'11,6% con la componente straniera a +28,5%.
Le costruzioni e il mercato immobiliare
Nel 2025 l’attività nel comparto delle costruzioni ha mostrato un andamento complessivamente favorevole, sostenuto in particolare dal dinamismo del segmento delle opere pubbliche. Le ore lavorate segnalate alle Casse edili regionali sono aumentate del 4,1%.
La spesa per opere pubbliche degli enti territoriali è aumentata di circa un terzo rispetto al 2024, riflettendo in parte la prosecuzione degli interventi del Pnrr. Le compravendite di abitazioni sono cresciute del 9,4% e i prezzi degli immobili sono aumentati del 3,8%.
L’intermediazione finanziaria
I prestiti al settore privato sono cresciuti del 3,1%. I finanziamenti alle imprese sono aumentati del 3,5% (soprattutto medie-grandi), mentre i mutui abitativi sono aumentati del 3,2%. Il tasso di deterioramento è sceso all'1,5% (2,3% per le imprese). L'home banking raggiunge il 51,3% della popolazione, ma resta sotto la media nazionale (78%). Il numero di sportelli bancari è sceso a 302 (-3,5%).
La finanza pubblica decentrata
La spesa primaria degli enti territoriali è aumentata del 9,4%. Gli investimenti fissi lordi sono cresciuti del 31,3% (1,2 miliardi di euro). Il 70% dei calabresi risiede in Comuni con bilanci in disavanzo. Continuano a crescere i costi della sanità e nel 2025 si prevede una perdita di esercizio.