Ponte sullo Stretto, al via la riscrittura dopo i rilievi del Quirinale: nuovo decreto per sbloccare i cantieri
Il governo riparte dall’accordo di programma: piano economico aggiornato, parere sui pedaggi e nuova valutazione tecnica per ottenere il visto della magistratura contabile e avviare le opere propedeutiche
Un mese di lavoro e una riscrittura in corso d’opera, revisione quasi obbligata dopo i rilievi del Quirinale. Il capitolo relativo al Ponte sullo Stretto è il passaggio clou del decreto Infrastrutture approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Come da noi anticipato, si riparte dall’accordo di programma per soddisfare tutte le richieste di chiarimento avanzate dalla Corte dei conti ed ottenere il visto di legittimità negato a novembre. Il dl, in concreto, prevede l'aggiornamento del piano economico-finanziario della società concessionaria Stretto di Messina, l'acquisizione del parere dell'Autorità di regolazione dei trasporti sui pedaggi e la valutazione tecnica del progetto da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, queste ultime due non inserite nella precedente istruttoria. Non si partirà da zero, dunque, verranno integrate le parti mancanti e la progettazione finirà in una nuova delibera Cipess con la quale il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, conta di avere l’ok ed aprire i cantieri nel più breve tempo possibile. Tutto, ha detto il ministro, «prosegue in conformità alle deliberazioni della Corte».
Il Mit « intende rafforzare il coordinamento tra le varie Amministrazioni centrali per produrre le integrazioni tecnico-istruttorie necessarie» a sbloccare il progetto e renderlo esecutivo. Ci sarà una «procedura per fasi per lo svolgimento degli adempimenti istruttori sull'attuazione della Direttiva Habitat» richiesta dalla Commissione europea e su cui ad inizio anno una delegazione congiunta dei ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture ha avviato colloqui a Bruxelles con tecnici e funzionari dell’Ue. E sarà chiarito «il rapporto logico e cronologico dell'adozione del decreto interministeriale di approvazione del terzo atto aggiuntivo alla convenzione tra Mit e società Stretto di Messina e la delibera del Cipess di approvazione del progetto». Anche il terzo atto aggiuntivo, fatti salvi i principi generali, sarà soggetto a revisione nelle parti relative ad alcune voci di bilancio. La documentazione è corposa, i passaggi sono abbastanza articolati anche in termini di raccordo tra i vari soggetti tecnici ed istituzionali coinvolti. Difficile prevedere i tempi: l’intenzione del Governo è quella di ottenere quanto prima il visto di legittimità da parte della Corte dei conti per poter procedere alle cosiddette opere propedeutiche senza le quali i cantieri non potranno essere aperti. Anche in questa prospettiva si legge l’ok, nel decreto, alla nomina dell'amministratore delegato di Rfi quale commissario straordinario per le opere ferroviarie previste dall'accordo di programma in Calabria e in Sicilia dove sono previsti investimenti per oltre 30 miliardi euro nei prossimi 10 anni.