Ponte sullo Stretto, Tridico: «La bocciatura della Corte dei Conti conferma le nostre denunce»
L’eurodeputato rivendica il lavoro svolto in Ue e attacca il governo: «Opera irregolare e dannosa, si investa invece in alta velocità, statale 106 ed elettrificazione della Jonica. Salvini si dimetta»
La recente decisione della Corte dei Conti di non registrare la delibera Cipess legata al progetto del Ponte sullo Stretto trova eco nelle parole dell’eurodeputato Pasquale Tridico, che rivendica il ruolo svolto in sede europea nel segnalare le criticità dell’infrastruttura. Per l’ex presidente dell’Inps, il pronunciamento dei magistrati contabili rappresenta «una conferma puntuale delle irregolarità già evidenziate» nell’interrogazione presentata alla Commissione Ue lo scorso gennaio.
Secondo Tridico, infatti, «le motivazioni delle bocciature sulla legittimità degli atti presentati dal governo… sono frutto anche del nostro lavoro». L’interrogazione europea chiedeva chiarimenti sulla «conformità del progetto alle normative comunitarie» e sulle «carenze di studi approfonditi connessi a rischi e impatti ambientali».
L’eurodeputato sottolinea come le criticità individuate dalla Corte coincidano con i rilievi sollevati a Bruxelles: dalla «violazione della direttiva Habitat» alle norme sugli appalti, fino ai dubbi sulla stessa conformità complessiva del progetto.
Tridico parla di «un grande risultato sul piano politico», ma critica duramente l’atteggiamento dell’esecutivo. «Il governo continua ad andare dritto per una strada che Calabria e Sicilia non vogliono imboccare», afferma, aggiungendo che «non si può pretendere che il ponte sia costruito coi soldi dei calabresi e dei siciliani».
Da qui l’affondo al ministro Salvini, di cui chiede le dimissioni, e l’appello a cambiare priorità: «Meloni e il suo ministro dei Trasporti pensino piuttosto a infrastrutturare il Sud Italia» con interventi realmente necessari.
Tra le opere indicate da Tridico come urgenti e strategiche figurano «l’alta velocità, il completamento dell’elettrificazione della ferroviaria jonica, la progettazione e il finanziamento dei tratti mancanti della statale 106 da Rossano a Crotone e da Catanzaro a Reggio Calabria, insieme alla riqualificazione delle reti viarie delle aree interne».
Il Ponte, invece, viene bollato come «il più imponente degli ecomostri» che il governo vorrebbe «appioppare con la forza» in un’area che, secondo l’eurodeputato, dovrebbe aspirare a diventare un sito Unesco.