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14/02/2026 ore 18.11
Economia e lavoro

Prestiti alle imprese, in Calabria credito bancario a due velocità: crollano quelli per le piccole aziende

Investimenti in aumento sulle realtà medio-grandi, +5,4% in un anno, -2,9% per le quelle con meno di venti dipendenti. Pesano l’incertezza economica e gli alti tassi di interesse 

di Redazione Economia

Più prestiti alle imprese ma non per tutte le tipologie di azienda: penalizzate quelle con meno di 20 dipendenti. Nell’ultimo anno il credito bancario è tornato a crescere e gli impieghi hanno raggiunto quota +5 miliardi di euro ma con meno finanziamenti alle micro e piccole imprese sulle quali pesa il giudizio critico delle banche su capitale, attivi e solvibilità. In Calabria cresce la percentuale dei prestiti concessi alle imprese medio-grandi, +5,4%, per 278,6 milioni di impieghi nel 2025, ma crollano i prestiti alle piccole aziende, -2,9%, 50 milioni in meno rispetto al 2024. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre. La crisi del credito colpisce commercianti, piccoli imprenditori, artigiani e titolari di partita Iva.

Le realtà produttive con meno di 20 addetti rappresentano il 98% del totale delle aziende presenti nel nostro Paese e danno lavoro al 52% dei lavoratori italiani. Nella nostra regione 149mila imprese hanno meno di 10 occupati. Cinque miliardi e 484,2 milioni di euro gli impieghi registrati dalla Cgia in Calabria tra novembre 2024 e novembre 2025. In termini percentuali con il 5,4% in più la nostra regione è preceduta solo dalla Valle d’Aosta (+10%) e dal Lazio (+6,6%). In termini numerici dominano i prestiti delle imprese nel Lazio, + 4 miliardi e 159,5 milioni e in Lombardia, +3 miliardi e 822,7 milioni. Finanziamenti a picco in Veneto, 1 miliardo e 814,5 milioni in meno, e in Toscana, 949,6 milioni in meno.

Le ragioni della crisi

La Cgia parla di crisi strutturale dei prestiti dovuta a vari fattori di rischio che rendono «meno convenienti» da parte delle banche i finanziamenti alle microimprese anche a fronte di richieste economiche più contenute rispetto a quelle avanzate da realtà più grandi. Alti costi operativi, riduzione degli sportelli bancari, rigidità nelle analisi contabili e scoring automatici finiscono per avvantaggiare le grandi aziende e ad escludere le realtà più piccole. C’è anche un altro limite, questo segnato dal calo della domanda di credito da parte delle stesse aziende di piccola dimensione. Secondo la Cgia «molte di queste hanno ridotto gli investimenti in capitale fisso dopo la fase di sostegno pubblico legata alla pandemia e hanno sfruttato le risorse interne per coprire esigenze di breve periodo». Incertezza economica e programmazione improntata alla prudenza «hanno portato a una riduzione delle richieste di prestito, specie per investimenti a lungo termine» su cui pesano elevati tassi di interesse che spingono le microimprese a rinunciare in quanto «più esposte al costo del debito e al rischio di liquidità».

I numeri provinciali

A livello nazionale Vibo Valentia è nella top 3 provinciale dei prestiti concessi alle imprese medio-grandi con 81,7 milioni in più (+21,4%) in un anno. Il record spetta a Barletta-Andria-Trani con 173,7 milioni in più (+9,7%), seguita da Aosta con 158,6  milioni in più (+10%). In Calabria la provincia di Vibo è seguita da Crotone +9,9 milioni (+2,2%), Reggio Calabria +95,4 milioni (+8,3%), Cosenza +71,2 milioni (+3,5%), Catanzaro +20,4 milioni (+1,7%). C’è però il rovescio della medaglia ed è rappresentato dalla notevole contrazione di prestiti alle imprese con meno di 20 dipendenti. Si aggrava la situazione delle aziende più piccole, anche in Calabria, con maggiori richieste di prestiti che non ottengono soddisfazione: 4 miliardi e 993 milioni in meno nel 2025. Gli impieghi vivi alle piccole imprese della provincia di Reggio Calabria crollano del 5,8%, 25,3 milioni in meno in un anno. Seguono Crotone -5%, 8,3 milioni in meno, Catanzaro -3%, 9,9 milioni in meno, Vibo Valentia -2,9%, 3,8 milioni in meno, Cosenza -0,4%, 2,7 milioni in meno in un anno. La provincia bruzia è quella che a livello nazionale registra il risultato meno negativo in assoluto.

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