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07/08/2026 ore 11.23
Economia e lavoro

Riforma del fisco: ecco le novità su concordato preventivo, Irpef, benefit aziendali e Pos

Il Consiglio dei ministri approva gli ultimi decreti attuativi. Subito le semplificazioni per famiglie e imprese. Tutti i dettagli

di Carmelo Idà

Il Consiglio dei ministri ha approvato tre decreti legislativi che completano la riforma fiscale avviata nel 2023. I provvedimenti adottati introducono correttivi che puntano a semplificare procedure e carichi su famiglie, lavoratori e imprese. Un risultato che il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha definito «storico».

Revisione Irpef e carichi familiari

Uno dei pilastri della riforma riguarda il riordino delle detrazioni Irpef, con un focus specifico sui carichi familiari. L’intervento, contenuto nell'articolo 1 dello schema di decreto, mira a risolvere diverse problematiche emerse nella prassi applicativa, ponendo una particolare attenzione alla composizione del nucleo familiare e alle necessità delle persone con disabilità.

Il superamento del vincolo di convivenza per il welfare aziendale

Una delle novità più rilevanti è la rimozione di una restrizione che, in precedenza, limitava l’accesso ad alcuni benefici per gli "altri familiari" (ovvero soggetti diversi dal coniuge e dai figli). Fino a questo momento, per usufruire di vantaggi come il welfare aziendale per questi soggetti, era richiesto il requisito della convivenza o della percezione di assegni alimentari.

Con il nuovo provvedimento viene eliminato il requisito della convivenza o della percezione di assegni alimentari per l'applicazione delle disposizioni che citano i familiari indicati nell’articolo 12 del Tuir, anche se non fiscalmente a carico.

Questa modifica è stata introdotta per evitare che i contribuenti perdano, nel 2025, i benefici del welfare aziendale già fruiti per familiari non conviventi.

Definizione di "familiare" e limiti di reddito

La norma fa chiarezza su chi rientri nella categoria di "familiare": si intendono il coniuge non separato, i figli (naturali, adottivi, affidati o del coniuge deceduto) e le altre figure indicate dall’articolo 433 del codice civile.

Tuttavia, restano in vigore criteri rigorosi quando la legge richiede espressamente che il familiare sia “fiscalmente a carico”. In questi casi, i limiti di reddito complessivo da non superare sono 2.840,51 euro nella generalità dei casi e 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni. Per gli "altri familiari" in stato di dipendenza fiscale, oltre al limite di reddito, continua a essere richiesto il requisito della convivenza o della percezione di assegni alimentari. Le nuove regole si applicheranno a partire dal periodo d’imposta 2025, tutelando comunque le agevolazioni già riconosciute secondo i criteri vigenti a fine 2024.

Concordato preventivo biennale: premi e protezione

Il governo ha introdotto correttivi importanti anche sul fronte del concordato preventivo biennale, accogliendo le indicazioni arrivate dal Parlamento per rendere lo strumento più appetibile per i contribuenti.

Tra le principali novità c’è lo scudo fiscale. Per chi aderisce, è previsto uno stop ai controlli per quattro anni, coprendo il periodo che va dal 2020 al 2023. Chi sceglie di rinnovare l’adesione al 'preventivo biennale' potrà beneficiare di procedure più snelle per quanto riguarda le compensazioni, i rimborsi e il pagamento delle imposte a rate.

Pagamenti elettronici: ora c’è la "soglia di tolleranza"

Un altro intervento di semplificazione riguarda il rapporto tra i registratori telematici e i dispositivi Pos. Spesso, piccoli scostamenti tecnici o errori materiali possono generare divergenze tra i dati degli scontrini inviati all'Agenzia delle Entrate e gli incassi effettivamente registrati tramite pagamenti elettronici. Per evitare sanzioni sproporzionate a fronte di errori minimi, il governo ha introdotto una soglia di tolleranza del 5%. Le sanzioni scatteranno solo se la divergenza tra i dati degli scontrini e i pagamenti elettronici supererà tale soglia, offrendo così un margine di protezione contro contestazioni dovute a scostamenti di lieve entità.

La riforma dei fringe benefit: l'auto aziendale

Infine, il governo è intervenuto sulla disciplina dei fringe benefit, con l’obiettivo di semplificare drasticamente il trattamento fiscale dei veicoli assegnati in uso promiscuo ai dipendenti. La tassazione è basata sull'anzianità. La novità principale riguarda la scomparsa dell'obbligo di "nuova immatricolazione" per accedere alla tassazione forfettaria. Questo significa che la tassazione forfettaria (basata sulle tabelle ACI e differenziata per tipo di alimentazione) si applica ora anche ai veicoli riassegnati a dipendenti diversi dal primo utilizzatore. Il criterio di tassazione è legato esclusivamente all'anzianità del mezzo.

Il meccanismo di calcolo

Il sistema prevede due fasi distinte basate sull'età del veicolo. Per i primi cinque anni si applica il criterio ordinario di tassazione basato sulle tabelle ACI. Dopo il quinto anno di vita del mezzo, è previsto un aggravio del 50% del valore fiscalmente rilevante. Questa differenziazione mira a scoraggiare l'uso prolungato di mezzi obsoleti, semplificando al contempo la gestione delle flotte aziendali che prevedono la riassegnazione dei veicoli usati tra più dipendenti.