Rottamazione quinquies, l’avvocato Marino: «A Pizzo molte posizioni sono rimaste fuori, fondate le proteste di Confesercenti»
Il legale tributarista analizza la misura e mette a confronto le scelte adottate da Pizzo, Vibo Valentia e Corigliano-Rossano: «Il risultato si appresta a essere insufficiente, con circa 100 adesioni»
Pasquale Marino, avvocato di Vibo Valentia, si occupa di diritto tributario, in particolare di accertamento e riscossione. È noto per essersi occupato di contenziosi nei quali sono stati dichiarati illegittimi pignoramenti e nei quali la società di riscossione è stata condannata anche al pagamento delle spese di lite aggravate.
Nel maggio 2026 è stato relatore a Pizzo, in occasione di un convegno sulla rottamazione quinquies degli Enti locali, promosso dalla Camera Tributaria degli Avvocati di Vibo Valentia.
Marino spiega innanzitutto in cosa consiste la misura: «La definizione agevolata, cosiddetta Rottamazione quinquies per gli Enti locali, è stata prevista dalla legge di Bilancio 2026, che ha disposto che Comuni e Province possano richiedere, per i tributi locali (TARI, IMU, servizio idrico, CUP, ecc.), il pagamento della sola sorte capitale, senza sanzioni e interessi, per quanto concerne le annualità fino al 31 dicembre 2023».
I vantaggi per contribuenti ed Enti locali
Sul fronte dei benefici dell'adesione, l'avvocato sottolinea: «Il vantaggio specifico consiste nel fatto che le sanzioni per omessa dichiarazione della TARI, ad esempio, vanno dal 100% al 200% del tributo, mentre per l’omesso versamento è prevista una sanzione del 30% del tributo.
È evidente, pertanto, il vantaggio per i contribuenti, che possono pagare il solo capitale, così come quello per l’Ente, che può incassare tributi difficilmente esigibili, stante il fatto che si parla di oltre tre anni a ritroso».
Il caso di Pizzo
Marino torna quindi sul convegno organizzato a Pizzo nel maggio scorso e sulle perplessità manifestate in quell'occasione: «Nel convegno promosso dalla Camera Tributaria degli Avvocati di Vibo Valentia avevo esplicitato il timore che il Regolamento del Comune di Pizzo non consentisse la piena fruizione della premialità prevista dalla norma statale, proprio perché il termine ultimo per le notifiche dei tributi era fissato al 31 dicembre 2023, con il rischio che non rientrassero i carichi del 2023 e degli anni antecedenti, perché notificati con ingiunzioni e accertamenti successivamente, ad esempio nel 2024 e nel 2025.
Avevo proposto una soluzione come quella adottata da Corigliano-Rossano, fissando il termine al 31 dicembre 2025, ma anche il 31 dicembre 2024, come fatto da Vibo Valentia, può andare bene.
All’epoca la parte politica si era detta d’accordo, ma poi non sono state recepite le istanze e il risultato si appresta a essere insufficiente, con circa 100 adesioni e via di lì».
Le proteste di Confesercenti
Secondo Marino, sono fondate anche le rimostranze avanzate da Confesercenti sulla situazione di Pizzo. «Giova premettere che il sistema della riscossione locale è strutturato, per la maggior parte, sul sistema delle ingiunzioni fiscali e degli accertamenti esecutivi, che non combacia con il sistema a mezzo ruolo. Pertanto, i carichi affidati sino al 31 dicembre 2023 previsti dal legislatore statale rischiano di non trovare piena attuazione nel sistema degli Enti locali, dove l’ingiunzione fiscale e l’accertamento esecutivo ben possono essere notificati nel 2024 o nel 2025.
Tant’è vero che Corigliano-Rossano ha previsto la rottamazione per le ingiunzioni e gli accertamenti esecutivi sino al 31 dicembre 2025, per farvi rientrare l’annualità 2023, mentre Vibo Valentia ha previsto la rottamazione per le ingiunzioni e gli accertamenti esecutivi sino al 31 dicembre 2024, per farvi rientrare l’annualità 2023.
Pizzo, invece, ha previsto che rientrassero nella rottamazione le ingiunzioni e gli accertamenti esecutivi notificati entro il 31 dicembre 2023 e, pertanto, molti tributi, e non solo quelli del 2023, notificati successivamente non sono rientrati. Pertanto, dato il notevole risparmio, le rimostranze di Confesercenti sono fondate».
L'appello alle Amministrazioni
Infine, il suggerimento rivolto alle Amministrazioni è quello «di dare la massima pubblicità possibile alla misura, al fine di favorire il massimo recupero possibile e consentire ai cittadini di adempiere alla misura introdotta dal legislatore statale».