Sciopero dei camion, centinaia di ristoranti rischiano di chiudere in Calabria, Sicilia e Campania: l’allarme di Aigrim-Fipe
Già cinquanta avrebbero chiuso ma la crisi rischia di estendersi per il mancato arrivo delle materie prime. Sotto pressione i nodi strategici di viaggio come stazioni ferroviarie e aeroporti
Il fermo dell'autotrasporto nel Mezzogiorno provoca conseguenze anche per i ristoranti: già cinquanta avrebbero chiuso. La stima riguarda solo le attività “in catena”. Lo specifica all'Adnkronos Aigrim-Fipe (Associazione delle imprese di grande ristorazione e servizi multilocalizzate), che in una nota segnala come il blocco della circolazione delle merci tra il Sud e il resto d'Italia stia lasciando numerosi locali privi dei rifornimenti necessari per garantire il servizio.
Aigrim riunisce imprese che operano nei centri urbani, nei centri commerciali, nelle aree di servizio autostradali, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e marittime: rappresenta oltre 3.000 punti vendita, circa 30.000 dipendenti e un fatturato complessivo di circa 5 miliardi di euro. Secondo le prime rilevazioni di Aigrim-Fipe, le situazioni di maggiore sofferenza si registrano in Sicilia, Calabria e Campania che, secondo le rilevazioni, contano diverse centinaia tra ristoranti chiusi o in forte difficoltà.
In diverse catene si rilevano già le prime flessioni di fatturato causate proprio dall'indisponibilità delle merci, con ripercussioni che investono anche i punti vendita situati nei nodi strategici di viaggio, come stazioni ferroviarie e aeroporti. A mancare sono soprattutto le materie prime a ciclo rapido e a temperatura controllata: l'ortofrutta fresca proveniente dai bacini agricoli del Sud, che rischia il deterioramento prima di arrivare a destinazione, e i prodotti surgelati, la cui catena logistica non ammette interruzioni prolungate. Aigrim-Fipe, nel ribadire il proprio apprezzamento per l'attenzione e le risorse messe in campo dall'esecutivo - a partire dal fondo da 1 miliardo di euro destinato all'autotrasporto - evidenzia la necessità di individuare con urgenza una soluzione operativa che consenta la ripresa regolare dei transiti.
L'obiettivo comune deve essere quello di ripristinare i collegamenti tra le aree produttive del Mezzogiorno e la rete distributiva nazionale, tutelando il lavoro, i livelli di servizio ai consumatori e scongiurando pesanti sprechi alimentari.