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23/04/2026 ore 20.52
Economia e lavoro

Sciopero trasporti, la denuncia dei sindacati: «I lavoratori fermi rimpiazzati con altri, mobilitazione resta»

Le segreterie regionali parlano di partecipazione «straordinaria», ma registra anche criticità e annuncia che valuterà iniziative a tutela dei lavoratori e del diritto di sciopero

di Redazione

La giornata di sciopero nel settore dei trasporti si chiude con un bilancio che le Segreterie regionali dei sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti definiscono «straordinario». «Lo sciopero odierno si conclude con un risultato che possiamo definire, senza esitazioni, straordinario», si legge nel comunicato diffuso al termine delle otto ore di astensione dal lavoro del 23 aprile. «La partecipazione, con punte di adesione prossime alla totalità del personale, ha restituito un’immagine limpida della compattezza del settore della COA RC: una comunità professionale che, quando chiamata a difendere la propria dignità, risponde con una forza che non ammette interpretazioni». Il cuore della giornata, nelle parole delle segreterie, è stato soprattutto nella risposta collettiva: «La vostra adesione massiccia ha trasformato questa giornata in un’autentica dimostrazione di maturità collettiva». E ancora: «Le criticità denunciate (dagli organici insufficienti alla gestione delle ferie, dalle condizioni dei luoghi di lavoro alla necessità di turni coerenti con le reali esigenze operative) non sono più semplici rivendicazioni: sono verità condivise, riconosciute e oggi affermate con autorevolezza da un’intera categoria».

Accanto alla soddisfazione per l’adesione, il comunicato registra però anche tensioni e contestazioni. «Non possiamo tuttavia ignorare quanto accaduto nel corso della giornata», prosegue la nota, denunciando che «l’Azienda, in modo improprio e contrario ai principi sanciti dalla giurisprudenza e dalle norme tecniche, ha sostituito il personale operativo scioperante». Una scelta che, secondo le segreterie, «rischia di ledere il corretto esercizio del diritto di sciopero» perché «atto non a garantire la sicurezza delle persone o la copertura dei servizi minimi, bensì a eludere gli effetti della protesta».

La presa di posizione è accompagnata da un annuncio: «Le Segreterie regionali valuteranno ogni possibile iniziativa a tutela dei lavoratori e del corretto esercizio dei diritti sindacali».

Nel racconto della giornata emerge anche una frizione interna al fronte della rappresentanza. «Mentre la quasi totalità del personale manifestava con compostezza e determinazione, qualcuno ha preferito dedicarsi a esercizi di tattica più utili a preservare equilibri che a rappresentare i lavoratori». Una critica che si chiude con una frase destinata a segnare il tono del comunicato: «La credibilità non si proclama, si dimostra».

Il significato politico della mobilitazione viene esplicitato nelle righe successive: «La vostra partecipazione ha dato forma a un messaggio: non esiste progresso senza ascolto, né dialogo senza rispetto degli impegni assunti». Un passaggio che lega direttamente lo sciopero alle rivendicazioni rimaste, secondo i sindacati, senza risposta.

Da qui la decisione di non chiudere la vertenza: «Alla luce del mancato rispetto del Verbale del 26 febbraio e dell’assenza di risposte concrete le Segreterie Regionali mantengono aperto lo stato di agitazione». E ancora: «Siamo pronti a proseguire il percorso di mobilitazione qualora non dovessero giungere interventi seri, tempestivi e misurabili».

Il comunicato si chiude tornando sui protagonisti della giornata: «A tutte e tutti voi, veri protagonisti, va il nostro più sincero ringraziamento». Un riconoscimento che diventa anche impegno: «La vostra dimostrazione di unità ci autorizza e ci impone di non arretrare. E la vostra forza è la nostra forza».