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18/02/2026 ore 06.15
Economia e lavoro

Sempre meno abitanti, sempre più case vuote: in Calabria quasi una su due è disabitata

Nella nostra regione non occupate quasi 600mila case. Pesa la fuga dai comuni. I numeri nell’ultimo report Istat

di Redazione Economia

Al Sud e in Calabria aumenta il numero delle abitazioni non occupate. Crisi economica e fenomeni migratori confermano un trend che si è andato consolidando negli anni. Tante seconde case, pochi residenti nel Meridione, appartamenti piccoli e sempre più affollati nel Centro e nel Mezzogiorno, dove cresce il numero di famiglie coabitanti. In tre regioni in particolare, Campania (41,5%), Calabria (29,6%) e Sicilia (29,4%) si registrano le percentuali più elevate di nuclei composti da più di 4 componenti. Lo dice l’ultimo report Istat su dati relativi al periodo 2021-2023.

In Calabria le abitazioni occupate sono 794.849, il 57,8%, mentre quelle non occupate sono 579.131, il 42,2%

In questi 3 anni il patrimonio abitativo in Italia è aumentato dell’1,4% e ha superato i 35,6 milioni di unità: al Nord si contano quasi 16,5 milioni di abitazioni, al Centro circa 6,7 milioni, al Sud oltre 8,1 milioni e nelle Isole poco più di 4,2 milioni. Le abitazioni occupate sono 26 milioni, il 73% del totale.

Il record negativo spetta alla Valle d’Aosta con appena il 43,9% di abitazioni occupate, 20 punti sotto la media nazionale. Seguono il Molise con il 55,8% e la Calabria con il 57,8%, 15 punti sotto la media nazionale. Dai risultati del Censimento permanente del 2023 risulta che il 73,9% delle famiglie vive in case di proprietà, il 19,6% sono quelle che vivono in affitto e il 6,5% in abitazioni occupate ad altro titolo (uso gratuito o altre forme).

La proprietà della casa in cui si vive è più diffusa nelle Isole e nel Nord-est (74,9%), mentre il valore più basso è quello del Sud (72,4%). Il maggior numero di famiglie in affitto o che occupano l’abitazione ad “altro titolo” si rilevano, rispettivamente, nel Nord-ovest (21,6%) e nelle Isole (10,3%).

I valori più elevati di occupazione delle abitazioni si registrano nelle città (84,5%) e nei comuni situati in pianura (79,8%), mentre i valori più contenuti si ritrovano nelle zone rurali (55%) e nelle aree di montagna interna (53,1%).

Trecentoventiduemila abitazioni sono occupate da circa 700mila famiglie coabitanti: il 65% si trova nel Centro e nel Nord Italia ed in questo riparto le famiglie composte da soli stranieri sono il 14%. Le famiglie di stranieri coabitanti con più di 4 componenti sono più presenti nel Mezzogiorno che nelle altre aree del Paese.

L’Istat evidenzia due dati: quello relativo allo spopolamento dei comuni e quello relativo al mercato delle seconde case. La desertificazione colpisce in maniera grave il Mezzogiorno e la perdita di abitanti riduce le presenze e accentua i vuoti. Il patrimonio immobiliare non curato si deteriora più facilmente. Sempre nel Mezzogiorno la presenza di seconde case non occupate stabilmente rappresenta un disequilibrio rispetto al disagio abitativo che si registra in altri contesti del Paese. Gli acquisti e gli affitti risentono fortemente di queste differenze. La casa si conferma il bene rifugio più prezioso. Secondo il Consiglio nazionale del notariato nel 2023 l’intero valore degli immobili di proprietà delle famiglie ammontava a 5.167 miliardi di euro, quasi 3 volte il Pil italiano.

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