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01/10/2016 ore 18.31
Economia e lavoro

«Si faccia piena luce sui 364 milioni persi dalla Calabria»

È quanto chiede il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Alessandro Nicolò: «La quota sparita perché inutilizzata a cause delle lentezze della giunta Oliverio finita ad arricchire il bonus occupazionale delle regioni del Nord»

di Redazione

«Occorre che si faccia piena luce sulla vicenda sconcertante degli ingenti fondi dell’Unione europea, a quanto pare 364 milioni, ‘persi’ dalla Calabria e finiti ad arricchire il bonus occupazionale delle regioni del Nord. La quota sparita, perchè inutilizzata a causa delle pachidermiche lentezze della giunta Oliverio, troverebbe addirittura conferma in tutta la sua entità, negli atti ufficiali della Regione Calabria: è l’autocertificazione dell’ennesimo fallimento del governo regionale».

 

Alessandro Nicolò, capogruppo di Forza Italia alla Regione, chiede chiarezza: «Si profila un’altro ‘caso’ clamoroso e paradossale – continua – i finanziamenti europei che la Regione Calabria non è stata in grado di utilizzare finiscono nelle regioni del centro-nord. Insomma: una volta c’era la Cassa per il Mezzogiorno, ora, nasce una ‘Cassa per il Settentrione’, grazie all’incapacità di spesa della giunta regionale calabrese.

 

Si apprende, infatti, che i 364 milioni dei fondi Pac, il piano di azione per la coesione dell’UE, non utilizzati dalla Calabria finiscono, stornati, a rimpinguare il bonus occupazionale nazionale. E’ il sistema normato nella Legge di Stabilità del 2015: gli sgravi e gli esoneri contribuitivi si sostengono con i ‘mancati impegni’ nell'impiego delle risorse europee. E quindi i fondi UE destinati originariamente alla Calabria finiscono spalmati, sotto forma di sgravi fiscali, sul territorio nazionale e ovviamente ad usufruirne sono principalmente le regioni dal tessuto produttivo più ricco e dinamico.

 

In questo modo, per colpa delle lentezze politiche, gestionali e burocratiche calabresi – stigmatizza il capogruppo di Forza Italia – un’area povera come la nostra finanzia con centinaia di milioni quelle più ricche, perchè del flusso di quegli sgravi le aziende calabresi riescono ad avvalersi solo in minima parte».