Spazio e difesa, l’Europa accelera: 22,1 miliardi per Esa e corsa alla Luna con il progetto Artemis
Berlino, Parigi e Roma valutano una costellazione satellitare in orbita bassa per sicurezza e comunicazioni. In crescita industria, occupazione e fatturato, trainati da Leonardo e Asi
Difesa e autonomia, operativa e strategica, per competere con Usa e Cina. Con lo sguardo rivolto al progetto “Artemis”: il ritorno dell’uomo sulla Luna. Il vertice ministeriale di Brema ha definito obiettivi, programmi e finanziamenti per le attività del prossimo triennio dell’Agenzia spaziale europea. I contributi degli Stati per l’esplorazione spaziale e per i programmi di ricerca e sviluppo delle tecnologie satellitari salgono a 22,1 miliardi di euro, 5 miliardi in più rispetto al bilancio precedente. I primi tre Paesi contributori sono la Germania con 5,1 miliardi di euro, la Francia con 3,6 miliardi e l’Italia con 3,4 miliardi. Berlino da sola porta in dote il 23% del budget totale, quello italiano scende dal 18% al 15%. Dietro l’Italia ci sono la Spagna (1,8 miliardi), il Regno Unito (1,7 miliardi), il Belgio (1,1 miliardi) e la Svizzera (770 milioni).
ESA Council at Delegate level meets in Bremen on the eve of CM25 (foto: ©ESA ESA-S.Corvaja)[Missing Credit]
L’ESA intensificherà la frequenza di lancio dei vettori Ariane 6, progetto francese, e Vega-C dell’italiana Avio Aero. Italia, Germania e Francia hanno discusso della possibilità di realizzare un sistema di satelliti europeo per comunicazioni in orbita bassa: lo sguardo di Berlino, Parigi e Roma è puntato sulla costellazione Starlink di SpaceX. Leonardo e l'Agenzia spaziale italiana sono al lavoro su progetti per l’impiego dei satelliti a scopo civile e di sicurezza. L’ASI è capofila del progetto internazionale e-GEOS, con tecnologie avanzate nei settori della sorveglianza marittima e del supporto alle emergenze naturali. Collaborano al programma il Giappone, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi. Ricerca terrestre e ricerca spaziale avanzano su vari fronti. I programmi di difesa Ue stanno accelerando le intese industriali in termini di sviluppo di tecnologie dual use. Secondo Eurostat nel 2023, l’industria aerospaziale e della difesa europea ha registrato un fatturato di 290,4 miliardi di euro. La produzione di veicoli spaziali e dei loro vettori, sempre nel 2023, ha realizzato incassi per un valore di 4 miliardi di euro. Secondo il Bureau of economic analysis degli Usa, nel 2023 l’economia spaziale statunitense ha prodotto ricavi per 145 miliardi di dollari. Nel settore prettamente spaziale l’Italia cresce al pari di Germania e Francia: le imprese attive sono circa 250, occupano 7mila addetti ed il loro fatturato si aggira intorno ai 2 miliardi di euro. Il fatturato complessivo del settore aerospaziale italiano con i suoi 56mila addetti, ha raggiunto nel 2024 i 19 miliardi di euro, con una crescita di circa 1 miliardo in più rispetto all’anno precedente.
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Le grandi aziende del settore, Thales Alenia Space in testa, sono presenti nei principali programmi spaziali, compreso uno dei progetti più importanti, “Artemis”, la missione ESA che dovrebbe riportare l’uomo sulla Luna entro il 2035. Uno degli astronauti che metterà piede sul suolo del nostro satellite sarà italiano.
I programmi spaziali finanziati
La ministeriale di Brema ha confermato tutti i programmi. Il capitolo “Space Transportation” è quello che ha incassato di più: 4,4 miliardi di risorse. Seguono “Scientific Programme” con 3,8 miliardi, “Earth observation” con 3,4 miliardi, “Human and robotic exploration” con 2,9 miliardi, “Connectivity and secure communication” con 1,94 miliardi, “European resilience from space” con 1,35 miliardi, “Navigation” e “Space safety” con 900 milioni ciascuno di finanziamento ciascuno.