Spiagge libere, solo 21 Comuni calabresi rispondono al bando regionale: ecco beneficiari ed esclusi
L’Avviso pubblico puntava a migliorare l’accesso al mare nei tratti non dati in concessione ai privati. Sono 6 le Amministrazioni comunali finanziate fino a 120mila euro, 11 quelle ammesse ma non coperte che possono sperare in nuovi fondi in futuro e 4 quelle escluse
Ottocento chilometri di costa in Calabria e appena 21 Comuni che hanno tentato di accaparrarsi i fondi regionali per la riqualificazione degli accessi alle spiagge libere. È questo il dato che balza all’occhio leggendo la graduatoria finale dell’Avviso pubblico emanato lo scorso agosto dalla Regione con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità alle spiagge libere.
Certo, il plafond iniziale era scarso, appena un milione di euro, poi ridotto a 600mila per l’annualità 2026, ma forse il tentativo andava comunque fatto, tanto più che soltanto entrando in graduatoria si poteva sperare di accedere in futuro alla stessa linea di finanziamento. Invece, il decreto dirigenziale n. 4679 del 24 marzo 2026 restituisce solo una manciata di Amministrazioni in ballo, alcune delle quali si sono praticamente autoeliminate non riuscendo a partecipare correttamente alla gara.
L’intervento, finanziato con risorse del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027, puntava a migliorare l’accessibilità dei tratti di litorale non dati in concessione ai privati, spesso raggiungibili solo attraverso percorsi dissestati o difficili, rilanciando così finalità di turismo sostenibile legate al patrimonio ambientale.
Eppure, alla scadenza del 22 settembre 2025, sono arrivate appena 21 domande da parte dei Comuni costieri. Un numero contenuto, se rapportato alla vasta estensione del litorale calabrese e alle criticità diffuse sull’accesso alle spiagge non attrezzate.
I Comuni finanziati: cinque interventi coperti
La graduatoria provvisoria individua i primi 5 progetti come pienamente finanziabili, esaurendo di fatto gran parte delle risorse disponibili.
In testa, con il punteggio maggiore, c’è il Comune di Siderno, con un contributo concesso di 80mila euro. Seguono Roccella Ionica (120mila euro), Fiumefreddo Bruzio (120mila euro), Paola (120mila euro) e, infine, Santa Caterina dello Ionio, con un contributo al centesimo di 119.710,71 euro.
Si tratta di interventi ritenuti idonei e finanziabili, che rispondono pienamente ai criteri dell’avviso, tra cui la qualità progettuale, la vicinanza a poli di attrazione turistica e il livello di progettazione già raggiunto.
Finanziamento parziale e Comuni in attesa
Subito dopo i primi cinque che passano all’incasso, il quadro cambia. Il Comune di Diamante ottiene un finanziamento solo parziale, pari a 40.289,29 euro su 120mila richiesti, a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili.
Per gli altri Comuni ammessi in graduatoria, l’esito è di idoneità ma senza copertura finanziaria. In questi casi, i progetti potranno eventualmente essere finanziati solo in caso di scorrimento della graduatoria, legato a nuove risorse o a rinunce.
In totale sono 11 i Comuni che masticano amaro perché ammessi ma non finanziati: Villapiana, Belvedere Marittimo, Soverato, Sellia Marina, Cariati, Guardavalle, Villa San Giovanni, Falconara Albanese, Crucoli, Scalea e Falerna.
Gli esclusi: istruttoria e carenze documentali
Accanto ai progetti ammessi, il decreto dà conto anche delle istanze non ammesse, con motivazioni legate all’istruttoria tecnica. L’avviso prevedeva criteri stringenti: rispetto dei termini, completezza della documentazione, presenza di un progetto almeno di fattibilità tecnico-economica e conformità ai requisiti richiesti.
Le esclusioni, dunque, derivano principalmente da carenze formali o sostanziali, come documentazione incompleta, mancato rispetto delle modalità di presentazione o assenza dei requisiti di ammissibilità. Restano fuori per questi motivi 4 Comuni: Isola di Capo Rizzuto, Santa Maria del Cedro, Melito di Porto Salvo e Fiumefreddo Bruzio (ha presentato due domande, di cui una sola ammessa).
Un segnale debole dal territorio
Il dato più significativo resta però la scarsa partecipazione. Solo 21 Comuni hanno risposto a un avviso che puntava a intervenire su un tema strategico come la fruibilità delle spiagge libere. Anche perché, come previsto dallo stesso decreto, eventuali nuove risorse potrebbero ampliare la platea dei beneficiari, ma solo a partire da una graduatoria già limitata nella partecipazione.
Nel frattempo, il provvedimento resta provvisorio. I Comuni hanno cinque giorni per presentare eventuali richieste di riesame. Solo dopo questa fase la Regione approverà la graduatoria definitiva e procederà all’impegno delle somme.