Stangata sulle spedizioni, arriva la tassa da 3 euro sui pacchi in arrivo dai Paesi extra Ue: ecco come funzionerà
Aumenti nei carrelli degli acquisti contenenti prodotti di categoria diversa. Il costo aggiuntivo verrà calcolato su ciascuno di essi facendo lievitare il prezzo finale
Prepariamoci a dire addio agli acquisti multipli e a prezzo scontato sulle piattaforme di vendita online extra Ue, soprattutto quelle cinesi.
È infatti in arrivo una vera e propria stangata con la nuova tassa sui pacchi che entra in vigore oggi: 3 euro in più a spedizione al di sotto dei 150 euro di valore. Se nel carrello ci sono due o più prodotti di categoria diversa, il costo aggiuntivo verrà calcolato su ciascuno di essi facendo lievitare il prezzo finale.
Ue vs Cina
Una misura dichiaratamente punitiva che ha l’obiettivo di limitare gli invii dalle grandi catene del commercio online che parlano mandarino. Si vanno a colpire gli acquisti frequenti e di modesto importo, che vengono effettuati tramite il ricorso, a bassissimo costo, delle piattaforme di vendita online che hanno messo in ginocchio i competitor occidentali.
Le piattaforme e-commerce cinesi
AliExpress, Temu, Shein, Alibaba, Banggood, solo per citare le maggiori, hanno sbaragliato la concorrenza grazie ad un mix di capacità attrattiva, martellamento pubblicitario e prezzi bassi e oltremodo competitivi. Con spedizioni molto veloci.
Da oggi, però, le cose potrebbero cambiare. Facciamo due esempi per spiegare cosa accadrà.
Se il pacco contiene due o più prodotti con identica classificazione tariffaria, come 3 album da disegno o 10 paia di calzini, il costo sarà di soli 3 euro per l’intera spedizione.
Ma se il pacco contiene due beni con classificazione tariffaria diversa, come una t-shirt e una lampada da scrivania, il dazio complessivo sarà di 6 euro, 3 euro per ogni prodotto.
Chi pagherà la tassa doganale
Il dazio lo paga il venditore, ma ne risentirà il prezzo finale a carico dell’acquirente.
Per la Commissione Ue, l’obiettivo del dazio è di «garantire parità di condizioni» tra venditori, mettendo un freno alle pratiche low-cost che hanno fatto esplodere l’e-commerce cinese.
L’esenzione dal pagamento dei dazi per le spedizioni fino a 150 euro era stata introdotto per evitare un eccessivo carico amministrativo, per le autorità doganali, tra controlli, verifiche delle bolle di accompagnamento e pagamenti. Ma la Commissione ha deciso di intervenire perché, ha spiegato Bruxelles, «importazioni tramite e-commerce sono aumentate esponenzialmente negli ultimi anni, raggiungendo quasi 5,9 miliardi di articoli nel 2025».
La tassa di 3 euro, su cui ogni Paese calcolerà l'Iva, sarà temporanea e applicata fino al 1° luglio 2028. Successivamente, le merci saranno soggette alla tariffa doganale ad hoc per il commercio online.
Il giro di vite di Bruxelles
Bruxelles ritiene che queste modifiche renderanno le merci importate più costose e le consegne più lente per effetto dei controlli più dettagliati sui pacchi in arrivo. Sostiene altresì che il nuovo regime regolatorio creerà una concorrenza più equa per le imprese europee e innalzerà gli standard di sicurezza dei prodotti venduti ai consumatori nostrani.
L’innalzamento dell’asticella delle tariffe e dei controlli colpirà direttamente i grandi marketplace cinesi che negli anni hanno schiacciato la concorrenza giocando sulle spedizioni risparmiando fino al 12% di dazi all’importazione.
In Europa arrivano 4,8 miliardi di pacchi dai Paesi extra europei ogni anno, 16 milioni al giorno. Le spedizione di modico valore, fino a150 euro, appunto, sono il 97% degli articoli importati nell’Unione, anche se rappresentano solo il 2% del valore in entrata. Il 90%, cioè 4,3 miliardi di pacchi, arriva dalle piattaforme e-commerce cinesi.
Le Dogane stimano che il 65% sia dichiarato in difetto o in maniera approssimativa o molto errata proprio per aggirare i regolamenti comunitari e non pagare le tasse di importazione.
Per quanto riguarda l’Italia, con il nuovo dazio europeo tramonta definitivamente l’ipotesi della tassa aggiuntiva di 2 euro che sarebbe dovuta scattare oggi e che un decreto del Governo ha posticipato al 1º ottobre. In autunno non sarà applicata perché il 1º novembre entrerà in vigore la Handling fee europea, la tassa di gestione di 2 euro. Dovuta ai costi dei controlli alle frontiere, visto che sulle merci in entrata ci sono verifiche di diverso tipo, incluse quelle sulla sicurezza. La tassa introdotta oggi resterà in vigore fino al primo luglio 2028, quando entrerà in funzione il Data hub doganale europeo per l’e-commerce.