Stipendi, la Calabria è penultima in Italia ma Reggio conquista un primato nazionale sul potere d’acquisto
La regione è al 19° posto per retribuzioni, con una media di 28.400 euro. La mappa dei salari dal Pollino allo Stretto: Catanzaro prima, Crotone e Cosenza maglia nera nazionale. L'analisi del JP Geography Index
Compensi più elevati al Nord. Lombardia regina indiscussa delle retribuzioni. Nonostante un incremento nominale degli stipendi vi è però una diffusa perdita del potere d'acquisto a causa di un'inflazione superiore alla crescita salariale. Negli ultimi 10 anni soltanto le province di Reggio Calabria, Campobasso e Potenza sono riuscite a mantenere stabile la capacità di spesa dei lavoratori.
Lo dice JP Geography Index, report annuale dell'Osservatorio JobPricing.
i dati mostrano come fattori quali il costo della vita e la specializzazione industriale influenzino profondamente il valore di mercato delle professioni nei diversi territori.
Nel 2024, la retribuzione globale annua media nazionale si è attestata a 32.402 euro, con una crescita del 3,1% rispetto all'anno precedente. Questo incremento prosegue la ripresa salariale avviata nel 2022 (+3,3%) e nel 2023 (+2%), dopo oltre sei anni di stagnazione.
Calabria penultima per salari, ma tra le migliori sul potere d'acquisto
Nella graduatoria delle 20 regioni italiane, guidata da Lombardia (34.614 euro) e Lazio (34.246 euro), la Calabria si posiziona al 19° posto con una retribuzione globale annua media di 28.400 euro (Ral media di 28.010 euro). Ultima la Basilicata con 27.604 euro.
La lettura dell'andamento reale salariale nel decennio 2015-2024 mostra che in questo arco temporale, la Rga media calabrese è passata da 24.180 euro a 28.400 euro, evidenziando una crescita del 17,5%. Poiché l'inflazione regionale nel medesimo decennio è stata del 21%, la perdita netta di potere d'acquisto si è limitata al -3,5%. Questo dato risulta notevolmente migliore rispetto alla media nazionale (-11,3%) e al Veneto (-16,5%), collocando la Calabria tra le regioni che hanno subito la minore erosione del potere d'acquisto.
L'analisi provinciale: il primato di Reggio Calabria e le difficoltà di Cosenza e Crotone
Il dettaglio delle 107 province italiane evidenzia marcate differenze all'interno della regione. Rispetto alla classifica nazionale guidata da Milano (38.544 euro) e chiusa da Ragusa (25.867 euro), le province calabresi si posizionano tutte nella fascia bassa.
Catanzaro è la prima provincia calabrese in classifica generale al 74° posto con una rga media di 29.342 euro. Reggio Calabria occupa l'81° posto con una media di 28.866 euro. Vibo Valentia si colloca all'83° posto 28.711 euro. Cosenza occupa il 105° posto con una media di 26.902 euro. Penultima Crotone al 106° posto con una rga media di 26.011 euro.
Cosenza e Crotone perdono terreno rispetto alle rilevazioni dell’Osservatorio negli anni precedenti.
Il primato nazionale di Reggio Calabria nel potere d'acquisto
L'elemento di maggior rilievo del report per il territorio riguarda la provincia di Reggio Calabria. Nell'analisi condotta su un campione di 40 principali province italiane per valutare l'impatto dell'inflazione decennale (2015-2024), Reggio Calabria si posiziona al 1° posto in Italia per tenuta del potere d'acquisto.
Nel decennio, a fronte di un'inflazione del 18,5%, le retribuzioni rga a Reggio Calabria sono cresciute del 19,5%, generando un differenziale positivo del +1,1%. Insieme a Campobasso (+0,4%) e Potenza (-0,9%), Reggio Calabria rappresenta uno dei soli tre capoluoghi analizzati in cui non vi è stata una reale perdita della capacità di spesa, differenziandosi da centri come Milano (-12,5%) o Bolzano (-20,4%).