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04/05/2026 ore 14.03
Economia e lavoro

Strade chiuse o impraticabili nelle Serre, la denuncia di Fabriella Group: «È la morte economica e sociale di un territorio»

A parlare l’amministratore dell’azienda vibonese: «Con la chiusura della sp 53 “Vallelonga–Vazzano” le aziende non riescono più a lavorare e i cittadini incontrano difficoltà persino per spostarsi. Il silenzio non è più accettabile»

di Redazione Attualità

L’emergenza viabilità, l’isolamento delle Serre calabre e il grave disagio cui le comunità e le attività produttive devono ogni giorno subire. A lanciare l’allarme, con una lettera di denuncia, l’amministratore della Fabriella group srl, Giampiero Salvatore Latassa. In particolare, attraverso il documento, Latassa rimarca non sono le difficoltà per i mezzi dell’azienda ma anche quelle dei cittadini che intendono raggiungere ospedali e servizi essenziali. Ne riportiamo il contenuto integrale.

«Egregie istituzioni,

la presente non è più una semplice segnalazione. È una denuncia formale, grave e urgente. Le condizioni della viabilità nelle Serre Calabre hanno ormai superato ogni limite di tollerabilità, trasformandosi in una vera e propria emergenza territoriale che sta isolando interi comuni, mettendo in ginocchio il tessuto economico e compromettendo perfino l’accesso ai servizi essenziali.

Senza alcun preavviso né confronto con il territorio, la Provincia di Vibo Valentia ha disposto la chiusura della sp 53 “Vallelonga–Vazzano”, di fatto l’unico collegamento diretto che consentiva ai comuni delle Serre di raggiungere l’autostrada A2.

Una decisione tanto improvvisa quanto devastante, soprattutto alla luce di una situazione già drammatica: la SP ex SS110, nel tratto tra San Nicola da Crissa e bivio Angitola, è chiusa dal 2018; la SS182 non consente il transito degli autoarticolati nel comune di Sorianello; la SP9, tra Mongiana e località Faggio del Re, è da anni impraticabile per i mezzi pesanti, ridotta a un tracciato indegno di un Paese civile; la SP54 versa in condizioni di abbandono totale, con un fondo stradale dissestato che rende il transito non solo difficile, ma pericoloso.

Il risultato è semplice e drammatico: oggi non esiste alcuna alternativa viabile. Le Serre Calabre sono di fatto isolate.

I mezzi pesanti non hanno percorsi percorribili in tempi e costi sostenibili. Le aziende non riescono più a lavorare. I cittadini incontrano difficoltà persino per spostarsi o raggiungere ospedali e servizi essenziali.

La nostra azienda, dalla quale ogni giorno partono centinaia di autoarticolati verso le principali direttrici nazionali, sta subendo danni enormi, con conseguenze economiche sempre più gravi e non più sostenibili.

Ma ciò che è ancora più inaccettabile è che questa situazione non è il frutto di un evento eccezionale.

È il risultato di anni di abbandono, incuria e irresponsabilità istituzionale.

Un continuo rimpallo di competenze tra ANAS e Province ha prodotto immobilismo, degrado e, oggi, il collasso della viabilità. Non è più accettabile che le istituzioni “risolvano” il problema chiudendo le strade.

Non è più accettabile il silenzio. Non è più accettabile l’assenza.

Chiudere una strada senza offrire alternative significa decretare la morte economica e sociale di un territorio. Significa costringere le imprese a fermarsi o ad andarsene. Significa abbandonare i cittadini.

Per queste ragioni chiediamo con forza, e senza ulteriori rinvii: interventi immediati e straordinari per il ripristino della viabilità; un piano urgente e coordinato tra tutte le autorità competenti;

soluzioni concrete e tempestive per garantire almeno un collegamento sicuro e percorribile. In assenza di risposte rapide, ci vedremo costretti a intraprendere ogni azione necessaria per tutelare la nostra azienda e il diritto del territorio a non essere cancellato. Questa non è più una richiesta. È un grido d’allarme. Ed è anche l’ultima chiamata».