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28/08/2026 ore 23.00
Economia e lavoro

Street food, è boom in Italia: 4.300 imprese attive in quasi 2mila comuni

A guidare la classifica è la Lombardia, che nel 2026 conta 544 imprese. Subito dopo si collocano Sicilia, con 514 attività, Puglia con 510, Lazio con 371 e Campania con 361

di Redazione Economia

La crescita dello street food in Italia si riflette anche nella sua capillare presenza sul territorio. Secondo i dati elaborati da Unioncamere e InfoCamere, il Mezzogiorno raccoglie quasi la metà delle imprese del settore, confermando il forte legame tra il cibo di strada, l’incremento dell’attrattività turistica e la valorizzazione delle tradizioni gastronomiche locali.

A guidare la classifica regionale è la Lombardia, che nel 2026 conta 544 imprese. Subito dopo si collocano Sicilia, con 514 attività, Puglia con 510, Lazio con 371 e Campania con 361.

Guardando invece alla distribuzione provinciale, Milano mantiene il primato con 256 imprese, seguita da Roma, che ne conta 230. Sul terzo gradino si trova Lecce con 192 attività, mentre seguono Torino (170) e Napoli (162).

Il quadro cambia leggermente se si scende al livello dei singoli Comuni. È infatti Roma a conquistare il primo posto tra le città italiane con il maggior numero di attività di street food: 129, appena una in più rispetto a Milano, ferma a quota 128. Più distanziate Torino con 78 attività, Palermo con 48 e Bari con 44.

Un settore che diventa sempre più strutturato

Parallelamente alla crescita numerica, è cambiata anche la composizione imprenditoriale del comparto.  . Un dato che conferma quanto il settore sia ancora caratterizzato da attività di piccole dimensioni e, in molti casi, a conduzione familiare.

Allo stesso tempo, emerge però una progressiva evoluzione verso forme societarie più strutturate. In particolare, le società di capitale sono aumentate sensibilmente nell’arco di dieci anni, passando da 105 a 620 unità. La crescita sfiora dunque il 500%.

Anche il loro peso sul totale è aumentato in maniera significativa: dal 4,6% al 14,5%. Un’evoluzione che indica come lo street food non sia più soltanto un comparto legato alla microimprenditorialità e alle attività familiari, ma rappresenti sempre più un settore in grado di attrarre investimenti, consolidarsi e rafforzare la propria presenza sul mercato.