Stretta sui mini pacchi extra Ue, la tassa da 3 euro frena i colossi cinesi: crollano le vendite di Temu e AliExpress
Shein perde il 15%. Più controlli di Bruxelles: oltre il 60% dei prodotti importati non rispetta le norme Ue
Crollano le vendite di Temu (-50%) e AliExpress (-37%). Shein perde il 15%. La tassa Ue sulle spedizioni fa strage di acquisti online. In Europa il calo supera il 53%, in Italia arriva quasi al 40%.
Dal 1° luglio è scattato in tutti i Paesi dell'Unione europea un dazio temporaneo di 3 euro sui pacchi di valore inferiore ai 150 euro.
L'impatto di questo prelievo sugli acquisti di beni a basso costo - in gran parte provenienti dalla Cina, soprattutto tramite piattaforme quali Temu, Shein e AliExpress - è stato immediato.
Nel bimestre luglio-agosto, l'Italia ha registrato una contrazione del 39% nelle importazioni low-cost rispetto al bimestre precedente, a fronte di un gettito generato pari a 83 milioni di euro, secondo i dati forniti dal direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Roberto Alesse.
In Francia il calo delle importazioni è stato pari al 40%, nei Paesi Bassi del 46% e in Belgio del 53%. Belgio e Paesi Bassi rappresentano insieme quasi il 50% del totale dei pacchi di modico valore in arrivo da fuori Ue.
Bruxelles e le Agenzie delle dogane dei 27 monitorano con attenzione il traffico postale. Per quanto riguarda le piattaforme online, tra giugno e luglio le vendite sono crollate del 50% su Temu e del 37% su AliExpress. Shein ha invece mostrato una maggiore tenuta (-15%), favorita dall'apertura alla fine del 2025 di un nuovo centro distributivo in Polonia. Spedire da un paese Ue azzera la sovrattassa sui pacchi.
Come funziona la nuova tassazione
La nuova tariffa è una misura dichiaratamente punitiva che ha l’obiettivo di limitare gli invii dalle grandi catene del commercio online che parlano mandarino. Si vanno a colpire gli acquisti frequenti e di modesto importo, che vengono effettuati tramite il ricorso, a bassissimo costo, delle piattaforme di vendita online che hanno messo in ginocchio i competitor occidentali.
L’Ue ha imposto una tassa di 3 euro in più a spedizione al di sotto dei 150 euro di valore. Ma c'è di più. Se nel carrello ci sono due o più prodotti con classificazione tariffaria differente, questa la novità, il costo aggiuntivo verrà calcolato su ciascuno di essi facendo lievitare il prezzo finale. Se il pacco contiene, ad esempio, due o più prodotti con identica classificazione tariffaria, come 3 album da disegno o 10 paia di calzini, il costo sarà di soli 3 euro per l’intera spedizione. Ma se il pacco contiene due beni con classificazione tariffaria diversa, come una t-shirt e una lampada da scrivania, il dazio complessivo sarà di 6 euro, 3 euro per ogni prodotto oltre al prezzo totale di acquisto e alla spedizione. Inutile sottolineare quanto ciò vada ad incidere sul prezzo finale. Ciò che era conveniente ora non lo è più. Bruxelles ha smontato la forza del commercio online cinese: le spedizioni multiple senza costi di consegna.
Le motivazioni di Bruxelles: concorrenza leale, sicurezza e tracciabilità
L'intervento regolatorio nasce dalla necessità di riequilibrare il mercato. Nel corso del 2025, sono entrati nell'Ue 5,9 miliardi di articoli di basso valore, pari a oltre 16 milioni di pacchi al giorno. Le spedizione di modico valore, fino a150 euro, appunto, sono il 97% degli articoli importati nell’Unione, anche se rappresentano solo il 2% del valore in entrata. Il 90%, cioè 4,8 miliardi di pacchi, arriva dalle piattaforme e-commerce cinesi. Le Dogane stimano che il 65% sia dichiarato in difetto o in maniera approssimativa o molto errata proprio per aggirare i regolamenti comunitari e non pagare le tasse di importazione.
Questo volume massiccio ha avvantaggiato le grandi piattaforme extra Ue a scapito dei commercianti europei, tenuti al rispetto delle normative interne e al pagamento dei dazi.
Ue vs Cina
Le piattaforme cinesi sono osservate speciali. e lo sono da tempo. Negli ultimi anni AliExpress, Temu, Shein, Alibaba, Banggood, solo per citare le maggiori aziende asiatiche, hanno sbaragliato la concorrenza grazie ad un mix di capacità attrattiva, martellamento pubblicitario e prezzi bassi e oltremodo competitivi.
A luglio la Commissione europea ha inflitto una multa ad AliExpress da 550 milioni di euro per aver violato gli obblighi previsti dalla legge sui servizi digitali (Dsa). Secondo Bruxelles il marketplace di proprietà del colosso cinese Alibaba «non ha valutato e non ha mitigato diligentemente i rischi relativi alla vendita di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti sulla piattaforma di e-commerce».
Il giro di vite di Bruxelles
Accanto al tema fiscale, la Commissione europea ha evidenziato proprio le criticità legate alla sicurezza dei prodotti. Un'indagine condotta nel 2025 ha rilevato che oltre il 60% dei prodotti di basso valore controllati non rispettava i requisiti europei o le norme di sicurezza.
La riforma del quadro doganale approvata dal Consiglio dell'Unione introduce importanti innovazioni strategiche.
La responsabilità delle piattaforme sarà diretta. I marketplace di Paesi terzi che spediscono nell'Ue saranno considerati importatori a tutti gli effetti, dovendo farsi carico di formalità doganali e dazi. In caso di violazione delle norme doganali sono previste sanzioni pecuniarie che possono raggiungere fino al 6% del valore annuo delle merci importate dall'impresa nell'anno precedente.
L'Ue lavora alla realizzazione di un centro dati centrale e alla costituzione della nuova Autorità doganale europea con sede in Francia, a Lille, che dovrebbe diventare operativa entro il 2028.
A novembre dovrebbe entrare in vigore una nuova tassa europea sulle spedizioni, la "handling fee" sui pacchi in arrivo. Sarà applicata, come contributo fisso per i costi amministrativi, operativi e di sdoganamento sui pacchi di modico valore, sotto i 150 euro. Bruxelles pensa ad una commissione del valore di 2 euro.