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29/05/2026 ore 06.46
Economia e lavoro

Temu colpita dall’Ue: multa record da 200 milioni per caricabatterie e giocattoli non sicuri

Bruxelles sanziona il marketplace online per la violazione delle norme previste dal Dsa europeo in materia di contrasto alle vendite di prodotti illegali. La piattaforma cinese dovrà correggere i sistemi di controllo. L’azienda parla di misura sproporzionata

di Carmelo Idà

Caricabatterie e giocattoli non a norma hanno messo nei guai Temu. La Commissione europea ha inflitto al colosso cinese dell’e-commerce una sanzione di 200 milioni di euro. Il marketplace online è accusato di non aver rispettato quanto previsto dal Digital services act europeo in materia di contrasto alle vendite di prodotti illegali. Le indagini svolte da Bruxelles indicano che gli acquirenti hanno un'alta probabilità di imbattersi in articoli non conformi, pertanto vietati sul mercato europeo.

Non rispettati gli standard di sicurezza

La valutazione del rischio legato alla vendita di prodotti non conformi, spiega la Commissione, non soddisfa gli standard stabiliti dal Dsa. Lo dicono le prove raccolte durante un'operazione di mystery shopping, uno strumento di analisi “sotto copertura” utilizzato per valutare la qualità dei servizi.

Necessari maggiori controlli

Bruxelles ritiene necessari controlli di sistema più dirigi. La Commissione sostiene che Temu «non abbia valutato adeguatamente in che modo la progettazione del suo servizio, compresi i sistemi di raccomandazione e i programmi di promozione dei prodotti da parte di influencer affiliati, potesse amplificare i rischi di diffusione di prodotti illegali».

La sanzione Ue

La sanzione di 200 milioni comminata da Bruxelles è la più alta finora inflitta ad un operatore dall’entrata in vigore del Dsa, dopo la multa da 120 milioni di euro a X di Elon Musk. La decisione di non conformità chiude il procedimento formale avviato nell’ottobre 2024. Il provvedimento si basa sulle relazioni di valutazione del rischio riferite all’azienda cinese e sulle informazioni assunte dalle autorità doganali e di vigilanza del mercato dell'Ue.

I prodotti incriminati

Nello specifico i caricabatterie selezionati non hanno superato i test di sicurezza di base, mentre un'alta percentuale dei giocattoli per bambini testati presentava rischi per la sicurezza di gravità medio-alta, sia per la presenza di sostanze chimiche con valori superiori ai limiti di legge, sia per la presenza di parti staccabili.

Cosa accadrà ora

L’azienda fondata da Colin Huang nel 2020, oggi con sede legale a Dublino, ha tempo fino al 28 agosto 2026 per presentare un piano con le misure per porre rimedio alla violazione degli obblighi contestata. Il Comitato europeo per i servizi digitali avrà un mese dal ricevimento del piano d'azione di Temu per esprimere un parere. A sua volta la Commissione avrà un mese di tempo per la valutazione e per la decisione finale.

I riflessi economici sul colosso cinese

Huang possiede anche Pinduoduo, piattaforma gemella di Temu operante in Cina. La sua società, PDD Holdings, nel 2025 ha registrato 54 miliardi di euro di fatturato, con 120 milioni di profitti realizzati solo sul mercato Ue. Una multa da 200 milioni rischia di azzerare i profitti di due anni di lavoro.

La replica dell’azienda: «Multa Ue sproporzionata»

«Temu - è scritto in una nota - rispetta gli obiettivi della legge sui servizi digitali e la necessità di norme chiare e coerenti in tutta l'economia digitale. Tuttavia, non condividiamo la decisione della Commissione europea e riteniamo che la multa sia sproporzionata». L’azienda ha fatto sapere di stare «esaminando attentamente la decisione e valutando tutte le opzioni disponibili». La decisione Ue, sostiene Temu, si riferisce alla «prima valutazione Dsa del 2024 e non riflette lo stato attuale dei nostri sistemi». «Da allora - si legge ancora - Temu ha adottato ulteriori misure per rafforzare la valutazione del rischio, la governance della piattaforma e la tutela degli utenti».