Tis senza stabilizzazione, i sindacati proclamano lo stato di agitazione: «Soluzione non più rinviabile»
Dito puntato contro la Regione che dopo l’incontro del 4 maggio non avrebbe adottato atti concreti a favore dei tirocinanti di inclusione sociale. Ecco cosa chiedono le sigle sindacali
Cgil, Cisl e Uil Calabria e NIdiL, Felsa Cisl e UILTemp Calabria a seguito del mancato incontro richiesto al governatore Roberto Occhiuto, hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori Tis esclusi o non ancora interessati dai processi di stabilizzazione. Lo comunicano in una nota congiunta gli stessi sindacati.
«La vertenza dei Tirocinanti di inclusione sociale – spiegano – continua a presentare profili di estrema gravità, sia sul piano sociale che su quello istituzionale. Centinaia di lavoratrici e lavoratori, dopo anni di utilizzo nei Comuni, enti pubblici, amministrazioni e servizi del territorio, si trovano oggi privi di un contratto di lavoro, senza continuità reddituale certa e senza una prospettiva formalmente definita. Tale condizione riguarda non soltanto i lavoratori già fuoriusciti dai percorsi precedenti, ma l’intera platea dei Tis esclusi o destinati a non essere stabilizzati, stimata in circa 900 unità, rispetto alla quale è necessario un intervento complessivo, immediato e non più rinviabile».
Nel corso dell’incontro dello scorso 4 maggio, la Regione Calabria aveva rappresentato alle organizzazioni sindacali la volontà di intervenire sul sostegno economico immediato e sul percorso normativo e amministrativo capace di non disperdere la storia lavorativa e istituzionale dei lavoratori. «Ad oggi, tuttavia – denunciano i sindacati –, non risultano adottati atti concreti idonei a dare seguito agli impegni e alle prospettive rappresentate in quella sede. Il primo elemento di particolare gravità riguarda la mancata erogazione della una tantum di duemila euro in favore dei lavoratori che non l’hanno ancora percepita».
E ancora: «La Regione Calabria ha adottato il decreto regionale n. 8757 del 20 maggio 2026, relativo all’ammissione a finanziamento dei percorsi formativi Gol di Reskilling rivolti complessivamente ai 396 Tis interessati. Si tratta di un atto amministrativo necessario, che consente il finanziamento dei corsi, riconoscendo una quota agli enti formativi e una quota destinata all’indennità di frequenza dei partecipanti. Tuttavia, prima, o quantomeno contestualmente all’adozione di tale provvedimento, i sindacati si attendevano l’atto necessario a riconoscere la somma una tantum destinata ai lavoratori esclusi. Dei 396 lavoratori oggi interessati dai percorsi formativi, infatti, la parte più consistente ha già percepito tale somma nel mese di dicembre, mentre 76 lavoratrici e lavoratori risultano ancora privi di quel riconoscimento economico. Proprio per questi lavoratori i sindacati avevano chiesto alla Regione Calabria un intervento di anticipazione e riallineamento, al fine di evitare una ingiustificata disparità di trattamento. Questa situazione aggrava ulteriormente una condizione reddituale già compromessa, soprattutto per chi è rimasto privo di sostegno economico da diversi mesi».
Le lavoratrici e i lavoratori inseriti nei percorsi formativi potranno percepire l’indennità prevista per la frequenza, pari 3,50 euro per ciascuna ora, per un importo massimo complessivo di 2.100 euro in caso di frequenza integrale delle 600 ore. Tale indennità riguarda l’intera platea dei 396 lavoratori avviati alla formazione e non incide, quindi, sulla diversa questione della tantum di duemila euro già riconosciuta alla gran parte della medesima platea e ancora non erogata ai 76 lavoratori rimasti esclusi.
I sindacati, inoltre, attendono che venga portato in Consiglio regionale il provvedimento finalizzato a ricomprendere i Tis esclusi o non stabilizzabili nell’ambito della Legge regionale n. 1/2016, così da riconoscere anche a questi lavoratori lo status di precari storici della Regione Calabria. «Un intervento indispensabile per evitare che, al termine dei percorsi Tis o formativi, i lavoratori vengano dispersi nel bacino indistinto dei disoccupati, perdendo il riconoscimento della loro specifica storia lavorativa, istituzionale e sociale. Ad oggi, però, tale provvedimento non risulta approvato né formalizzato».
I sindacati chiedono poi un adeguato contenitore amministrativo e finanziario capace di garantire continuità di sostegno economico a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori Tis esclusi o non ancora contrattualizzati, fino alla sottoscrizione di un contratto di lavoro. «La sola approvazione della norma, infatti, non sarebbe sufficiente se non accompagnata da uno strumento concreto capace di impedire nuovi vuoti reddituali. La questione riguarda non soltanto i lavoratori già avviati ai percorsi formativi, ma anche coloro che sono fuoriusciti o fuoriusciranno nei mesi successivi, compresi i lavoratori interessati dalle procedure dei Comuni che non hanno stabilizzato, quelli degli enti in dissesto e quelli ancora in attesa delle necessarie autorizzazioni COSFEL. Per una parte di questa platea, inoltre, non appare più realisticamente percorribile l’attivazione di nuovi percorsi Gol. Una volta approvata la modifica normativa e individuato il contenitore economico e amministrativo, la Regione Calabria dovrà formalizzare le soluzioni già oggetto di interlocuzione in presenza, senza disperdere il lavoro avviato e senza lasciare irrisolta la condizione degli esclusi».