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09/04/2026 ore 14.54
Economia e lavoro

Transizione energetica, l’Asia spinge verso le rinnovabili

Cina e India riducono l’impiego di carbone per produrre elettricità e investono in eolico, fotovoltaico e biocarburanti. Investimenti per 180 miliardi di dollari

di Redazione Economia

Un intero continente spinge verso le fonti di energia rinnovabile. E per la prima volta in 50 anni Cina ed India riducono l’impiego del carbone nella produzione di elettricità. Eolico, fotovoltaico e biocarburanti guidano la rivoluzione energetica anche in Giappone e Corea del Sud che insieme a Stati Uniti e Russia sono tra i maggiori produttori di CO2 al mondo: il 34% proviene dalla produzione di energia da combustibili fossili, il 24% dall’industria, il 22% dall’agricoltura e il 14% dai trasporti.

La transizione in Cina

Nel 2025, la produzione di elettricità in Cina ha segnato un record storico, superando i 10 trilioni di kwh, con una forte accelerazione verso le energie rinnovabili. Oltre il 60% della capacità installata totale è verde, con eolico e solare che coprono oltre il 22% della produzione totale e nuove installazioni che superano i 430 gw.

La transizione in India

Nel 2025, il settore elettrico indiano registra una crescita significativa, con il mercato energetico che raggiunge una capacità di 575,19 gw. Si osserva una svolta storica con il rallentamento del carbone a favore delle rinnovabili, in particolare solare ed eolico, che hanno aggiunto oltre 40 gw di potenza, trainando la transizione energetica.

Secondo i dati pubblicati dal Centre for research on energy and clean air (Crea) la produzione elettrica da carbone è diminuita dell’1,6% in Cina e del 3% in India.

Come evidenzia l’analisi di Carbon brief per la Cina si stima che nel corso del 2025 siano stati installati circa 300 gw di nuova potenza fotovoltaica e oltre 100 gw di eolico, portando a un incremento combinato nella produzione di elettricità da 450 twh nei primi 11 mesi dell’anno (cui si sono aggiunti altri 35 twh da nucleare), superando così l’aumento della domanda elettrica (460 twh).

In India, invece nel 2025 sono stati aggiunti 35 gw di potenza fotovoltaica, 6 gw di eolico e 3,5 gw di idroelettrico, con una produzione di elettricità da fonti non fossili pari a 71 twh in più.

Cala l’impiego ma non la propensione a progettare e costruire altre centrali a carbone perché la domanda di energia, come vediamo in questi giorni di crisi legati al conflitto in Medio Oriente, è molto forte ed è destinata a crescere sia per impieghi civili ed industriali sia per il futuro fabbisogno dei data center per l’IA che già oggi occupano il 2% dei consumi su scala mondiale. Secondo Bloomberg nella prima metà del 2025 gli investimenti globali nelle energie rinnovabili hanno raggiunto livelli record, 386 miliardi di dollari, con una crescita del 10% su base annua. Le stime per l'intero anno indicano un investimento complessivo nelle tecnologie pulite (incluse reti e stoccaggio) vicino ai 2.200 miliardi di dollari.

La Cina assorbe il 44% dell’intera quota. Avanzano Ue, Giappone, Corea del Sud, Canada e Australia mentre arretrano Usa e Russia. Gli Stati Uniti in particolare, con l’Amministrazione Trump, hanno deciso di puntare sul carbone potenziando gli impianti di estrazione esistenti e progettandone di nuovi insieme a microcentrali nucleari

La transizione energetica in Europa

Il vento è la prima fonte rinnovabile messa in campo contro i combustibili fossili. Secondo Eurostat nel 2025 eolico, solare, idroelettrico, geotermico e biofuel hanno generato il 47,3% dell’energia pulita nei paesi dell’unione. Un dato quasi identico a quello del 2024 (47,2%). Le turbine eoliche producono il 37,5% dell’energia rinnovabile europea, seguita dal solare con il 27,5% e dalle centrali idroelettriche con il 25,9%. i biocombustibili sono all’8,5%, mentre il geotermico risulta una fonte rinnovabile ancora molto marginale con appena lo 0,5% dell’impiego.

I paesi che più hanno investito in transizione sono la Danimarca con il 92% dell’energia da fonti rinnovabili, l’Austria con l’83,1% e il Portogallo con l’82,9%. Tra i maggiori stati europei si conferma l’avanzamento della Germania oggi al 56,4% e della Spagna con il 54,9%. L’Italia nel 2025 ha toccato il 47,7%. La Francia con il 65,3% di produzione di energia da nucleare ha solo il 27% di rinnovabili. In fondo alla classifica europea si trovano la Slovacchia con il 17,8%, la Repubblica Ceca con il 16,6% e Malta con il 16,2%.