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02/07/2026 ore 07.02
Economia e lavoro

Trasporto pubblico, rebus per la Regione Calabria: proroga o gara europea? In gioco un servizio da 137 milioni

A fine anno scadono gli affidamenti prorogati del settore. Aziende e sindacati attendono le decisioni della Cittadella, mentre cresce l’ansia per l’eventuale apertura del mercato a operatori esteri: in gioco il futuro di oltre 2.500 lavoratori

di Luana Costa

Proroga o nuovo bando. È attorno a questo interrogativo che si consuma il dissidio in Cittadella, e non solo. Sono infatti diversi gli operatori del trasporto pubblico locale che continuano ad osservare con particolare interesse le determinazioni che il dipartimento si accingerà ad assumere, con inevitabili conseguenze sul futuro occupazionale di lavoratori e aziende.

Il 31 dicembre scadrà, infatti, l’ennesima proroga concessa dalla Regione agli attuali operatori del trasporto pubblico locale. Proroga tecnica, per consentire la redazione di un bando che aprirebbe il mercato anche a competitor europei in diretta concorrenza con i locali. Ed è esattamente questa la preoccupazione che tiene in agitazione l’intero comparto del trasporto.

Che in Calabria vale 137 milioni all’anno. È questo il valore del servizio stimato nel 2025, con contratti andati poi in proroga fino alla fine del 2026. In dettaglio, 92 milioni per il trasporto extra-urbano e 32 milioni per quello urbano, a queste somme si aggiungono poi i costi per il rinnovo del contratto e gli oneri contributivi.

Insomma, una cifra che potrebbe senza dubbio attirare l’interesse di operatori europei, qualora la Regione decidesse realmente di aprire il settore al mercato. Nel frattempo, le aziende locali, fino allo scorso anno riunite in sei consorzi, hanno manifestato l’intenzione di confluire in un unico consorzio, evidentemente per meglio competere con operatori più attrezzati.

Nel frattempo, le organizzazioni sindacali restano in attesa di un incontro con l’assessore al ramo, Gianluca Gallo, già più volte formulato. «Al momento non è dato sapere. Nonostante i solleciti, non abbiamo avuto modo di incontrarci per confrontarci su questo percorso. Stiamo aspettando di essere convocati» spiega il segretario della Fit Cisl Calabria, Sergio Colosimo.

Il sindacalista conferma che il clima tra gli operatori del settore «non è dei migliori. La programmazione è ferma al 2019, lo scenario della mobilità in Italia, così come in Calabria, è cambiato. Senza entrare nel tecnicismo, è davvero difficile che si possa indire questo bando entro la scadenza del contratto. La preoccupazione non è solo dei datori di lavoro ma anche delle parti sociali».

Il sindacalista ricorda come il comparto occupi più di 2.500 addetti, le aziende servono un bacino d’utenza di 30 milioni di persone. «Coloro i quali in un anno hanno usufruito di questi servizi» puntualizza Colosimo. «Speriamo di essere convocati al più presto per confrontarci». Prima di indire il bando i sindacati chiedono infatti un confronto con la Regione.

La Fit Cisl nel frattempo ha già incontrato i titolari delle aziende: «È questo un settore molto frammentato, abbiamo ascoltato le aziende per capire quali sono le esigenze e quali le criticità per aiutarli ad affrontare questa sfida, che è europea». Secondo Colosimo: «La necessità è quella di garantire continuità lavorativa alle aziende già presenti sui territori ma che hanno bisogno però di innovare il parco mezzi e innalzare la qualità del servizio in termini di sostenibilità economica ed ambientale».