Treni a rischio il 23 aprile, proclamato lo sciopero per la carenza di personale: «Possibili ritardi e cancellazioni»
Il segretario generale della Uiltrasporti annuncia l’astensione dal lavoro di otto ore. «C’erano stati impegni a far arrivare nuove unità, si accelerino i processi assunzionali»
«Il personale chiamato a scioperare è quello interessato alla programmazione e alla marcia dei treni, ciò porterà certamente ai ritardi ed eventualmente alla soppressione dei treni». Così il segretario generale Uiltrasporti Calabria, Natale Spadaro, nell’annunciare lo sciopero ferroviario indetto da Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt per la giornata di giovedì.
Ieri si è registrato un ulteriore tentativo di composizione bonaria della vertenza con Rfi che però non ha sortito effetti positivi; lo sciopero quindi ci sarà: dalle 10 alle 18. «C'è una carenza strutturale ormai diventata cronica di personale che sta creando forti disagi» spiega il segretario generale.
Le trattative e gli incontri con Rfi vanno avanti da settembre. «Al momento – aggiunge – non si vede possibilità di offrire sollievo al personale che sta continuando a lavorare con grande difficoltà. Serve personale formato al più presto, c'era un impegno di far arrivare personale anche da altri territori». Un impegno che però non si è concretizzato. Da qui lo sciopero indetto dalle tre sigle sindacali del personale della sala circolazione e orario di Reggio Calabria e delle unità di circolazione della regione.
Secondo quanto riferito, la carenza di personale si origina da una riorganizzazione dei servizi. «L'unità di circolazione nella vecchia organizzazione del 2018 si era vista togliere il potere decisionale con l'accorpamento a Palermo. Nel 2025 la nuova struttura organizzativa ha riportato il potere decisionale in Calabria. Ciò ha comportato la necessità di trovare una ventina di risorse per le nuove attività che chiaramente l'azienda ha recuperato da personale già formato nelle sale circolazioni e negli impianti».
Una riorganizzazione che però ha comportato un aggravio di lavoro e una turnistica più serrata. Secondo quanto riferito, servirebbero almeno 13 o 14 nuove unità di personale. «Sembrano numeri irrisori ma ciò comporta di fatto l'impossibilità a programmare la propria vita familiare perché non c'è la garanzia di avere una programmazione di lavoro ben determinata. Non si ha certezza dei riposi, non si ha certezza anche delle richieste di ferie fatte con largo anticipo».
La richiesta del sindacato è semplice: «Si torni al più presto al tavolo delle trattative e si accelerino i processi di assunzione e di formazione per alleviare il maggior disagio, questo momento sulle spalle soprattutto del personale della sala circolazione».