Truffe e frodi economiche e fiscali, cresce l’utilizzo di piattaforme fin tech illegali
In un anno sono state segnalate più di 163mila attività sospette per un giro d’affari di oltre 95 miliardi di euro. Boom di segnalazioni in Calabria (+24%). Il report dell’Uif di Bankitalia
Cresce il numero di truffe e frodi economiche e fiscali e delle attività di brokeraggio su piattaforme fin tech illegali anche con l’utilizzo di bitcoin e altre criptovalute. In un anno ne sono state segnalate più di 163mila per un giro d’affari di oltre 95 miliardi di euro. Boom di segnalazioni in Calabria (+24%).
La tecnologia rende sempre più sofisticati gli strumenti utilizzati per portare via soldi e risparmi a incauti investitori. Lo dicono i numeri del “Rapporto annuale 2025” dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Il compito principale di questo organismo è contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo analizzando le segnalazioni di operazioni sospette e trasmettendo i dati alle autorità investigative. L’aumento delle transazioni online, l’espansione dei servizi digitali, l’innovazione nei servizi di pagamento e l’affermarsi dell’intelligenza artificiale hanno trasformato i rischi esistenti, contribuendo ad accrescere la complessità delle attività criminali, rendendo di conseguenza più complesse le attività di contrasto.
La criminalità sfrutta sempre di più l'innovazione finanziaria e tecnologica e, spiega il direttore dell’Uif, Enzo Serata, «l'espansione di criptoattività, Iban virtuali, carte virtuali e Atm non bancari rende ancora più opachi i percorsi del riciclaggio».
Nel 2025 le segnalazioni di operazioni sospette analizzate e trasmesse agli organi investigativi sono state 163.888, il 13,9% in più rispetto al 2024. Quarantatremila segnalazioni hanno riguardato piattaforme di scommesse e di gioco, criptoattività e servizi di money trasfer.
Il 45,8% delle segnalazioni ha riguardato operazioni con importi fino a 50mila euro ed il 44,6% con importi tra 50mila e 500mila euro.
Nei primi 4 mesi del 2026 sono state ricevute 61.094 segnalazioni, con un incremento del 14,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Le segnalazioni sono arrivate da banche e Poste italiane, altri intermediari finanziari, operatori in valuta virtuale, agenzie di gioco, operatori non finanziari come le compravendite di oro e i commercianti di gioielli e oggetti preziosi e da notai, avvocati e commercialisti.
I riscontri investigativi
Per le segnalazioni trasmesse agli organi investigativi nel biennio 2024-25, a marzo 2026 la Guardia di finanza aveva inviato circa 44.400 feedback positivi. Sono stati 8.700 i riscontri positivi delle segnalazioni prese in carico dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo che lo scorso anno ha individuato 12mila soggetti coinvolti in attività fraudolente. Sono state emesse 344 misure di congelamento di attività riconducibili al finanziamento del terrorismo e all’attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale.
La geografia del rischio
La regione con il maggior numero di segnalazioni nel 2025 è la Lombardia con 31.552 attività sospette, il 19,5% del totale, il 13,4% in più rispetto al 2024. Seguono la Campania con 20.942, il 12,9% del totale, il 31% in più rispetto al 2024 e il Lazio con 15.814, il 9,8 del totale, l’8,2% in più rispetto al 2024. Ma il record di incremento di attività sospette spetta alla Calabria che con 4.013 segnalazioni, il 2,5% del totale, segna il 24% in più in un anno rispetto ai 12 mesi precedenti.
Aumentano le segnalazioni di operazioni malevole compiute all’estero con obiettivo l’Italia. Sono 4.337, il 67% in più rispetto al 2024, e risultano riconducibili ad attività fraudolente con base d’avvio presunta in Lituania, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito.