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15/07/2026 ore 15.27
Economia e lavoro

Vinitaly and the City tra Sibari e Reggio, Gallo: «Raccontiamo al mondo la grande storia della Calabria»

La manifestazione torna per il terzo anno e debutta anche sul Lungomare Falcomatà. Tra enogastronomia, archeologia ed eccellenze locali, un’occasione per promuovere produzioni identitarie, turismo e cultura regionale, rafforzando il legame tra le radici millenarie della Sibaritide e le potenzialità dello Stretto

di Francesco Graziano

La Calabria raddoppia l’appuntamento con Vinitaly and the City. La manifestazione dedicata al vino, all’enogastronomia e alla valorizzazione dei territori torna per il terzo anno consecutivo nella regione e, per l’edizione 2026, si svolgerà in due luoghi simbolo: il Parco archeologico nazionale di Sibari, dal 17 al 19 luglio, e il Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, l’8 e il 9 agosto.

Le due tappe calabresi sono state presentate nel corso di una conferenza stampa al dodicesimo piano della Cittadella regionale di Catanzaro. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, il direttore generale di Veronafiere Gianni Bruno, il sindaco di Cassano all’Ionio Gianpaolo Iacobini, il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, il direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria Giuseppe Iiritano, il direttore del Parco archeologico di Sibari Filippo Demma e il direttore generale di Arsac Fulvia Caligiuri.

Il primo appuntamento sarà nel cuore della Sibaritide, in un luogo che lega archeologia, storia e cultura del vino. «Si riparte per la terza edizione di Vinitaly and the City al Parco archeologico di Sibari con un’altra grande operazione di marketing per la nostra regione», ha spiegato l’assessore Gianluca Gallo. «L’obiettivo - ha aggiunto - è la valorizzazione dei nostri vini» e, attorno ad essi, dell’intero «sistema agricolo primario, di quello agroalimentare, della nostra enogastronomia e, perché no, anche del prodotto territorio».

Per Gallo la manifestazione si inserisce in una strategia più ampia di promozione della Calabria e delle sue produzioni. «Vogliamo consolidare i dati che ci ha consegnato il rapporto di Banca d’Italia», ha sottolineato l’assessore, ricordando anche la crescita dell’export agricolo e agroalimentare e l’attenzione riservata alla regione sul fronte del turismo enogastronomico.

Grande attenzione è riservata alla capacità organizzativa e all’accoglienza del pubblico. «Abbiamo cercato di fare bene i compiti a casa, ora saranno i calabresi a decidere se la nostra azione organizzativa sia stata quella giusta e se, come sempre, i servizi funzioneranno a dovere», ha affermato Gallo. «Ci impegniamo moltissimo affinché tutto funzioni alla perfezione e affinché dimostriamo che in Calabria manifestazioni di questo tipo si possono organizzare senza sbavature».

Annunciata anche la presenza del ministro Francesco Lollobrigida, mentre, secondo quanto riferito durante la conferenza, dovrebbe essere presente anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Una partecipazione che, per l’assessore, rappresenta il «segno evidente che c’è una rinnovata attenzione nei confronti della nostra regione» e verso una manifestazione caratterizzata da «peculiarità, tipicità e unicità».

Il legame tra Sibari e il vino è uno dei punti centrali dell’iniziativa. «Si valorizzano prodotti del territorio in un luogo straordinario, dove raccontiamo anche una storia straordinaria», ha evidenziato Gallo. «Tremila anni fa tutto è cominciato lì per la storia della viticoltura occidentale, nel momento in cui gli antichi sibariti, che amavano vivere bene, consumavano il vino prodotto nelle colline antistanti Sibari».

Vinitaly and the City: il vino come racconto di una Calabria che cambia

«Vogliamo ripercorrere quella storia, la vogliamo raccontare e vogliamo raccontare questa grande storia di Calabria non solo ai calabresi, ma soprattutto a chi calabrese non è, facendolo rimanere meravigliato e incuriosito», ha aggiunto l’assessore. Poi il passaggio sulla seconda tappa: «L’8 e il 9 agosto saremo a Reggio Calabria, sul chilometro più bello d’Italia, per raddoppiare il nostro impegno e valorizzare i vitigni identitari di quell’area e non solo».

A sottolineare il valore assunto dalla manifestazione nel panorama vitivinicolo è stato Gianni Bruno, direttore generale di Veronafiere. «È un onore per noi essere ormai per la terza volta qui in Calabria per questa manifestazione, che è un po’ la punta di diamante per tutto il settore vitivinicolo e non solo calabrese», ha dichiarato, riconoscendo alla Regione la capacità di «creare quell’evento che magari mancava per promuovere tutto il settore».

Bruno ha ricordato la forza internazionale del marchio Vinitaly e del rapporto diretto con il pubblico. «Dal 2013 avevamo creato Vinitaly in the City proprio pensando a una manifestazione dedicata al pubblico e adesso è diventata molto importante». In particolare, secondo il rappresentante di Veronafiere, è centrale «il rapporto diretto tra i giovani e i produttori, che possono presentare ancora meglio i loro prodotti».

L’edizione calabrese avrà anche una dimensione internazionale. «Portiamo buyer provenienti non solo dall’Europa, ma anche dal Brasile e dagli Stati Uniti», ha annunciato Bruno. Il turismo del vino, ha spiegato, può diventare uno strumento per avvicinare le cantine al consumatore finale, creare canali di vendita diretti e rafforzare la conoscenza delle produzioni calabresi. «Il valore forte dell’enoturismo è far conoscere il territorio, la storia, la cultura, ma è anche un momento di business importante per le aziende».

Sul doppio appuntamento Sibari-Reggio, Bruno ha evidenziato le potenzialità della tappa dello Stretto: «Saremo molto felici di vedere come sarà la manifestazione a Reggio Calabria, perché ci dicono che sia una delle location più belle d’Europa per quanto riguarda il lungomare. Poi ci sono i Bronzi di Riace, quindi un’attrattività molto importante».

A Sibari la macchina organizzativa punta anche sui servizi e sulla sicurezza. Il direttore generale di Arsac Fulvia Caligiuri ha parlato di «una grande sfida che abbiamo accolto molto volentieri, perché quando si tratta di parlare del nostro territorio e della nostra vitivinicoltura accogliamo tutto con favore». Per la terza edizione sono previsti «piccoli e importanti cambiamenti» e «tantissimi ospiti» che, attraverso la loro professionalità, contribuiranno a raccontare la Calabria.

Particolare attenzione sarà dedicata alla mobilità. «Insieme a Ferrovie della Calabria ci sono sei punti di raccolta per i parcheggi e navette che accompagneranno i visitatori a partire dalle ore 18 e fino alla chiusura dell’evento», ha spiegato Caligiuri. Le informazioni saranno disponibili sui canali social e sul sito di Arsac, «affinché ci si possa rilassare, divertire e scoprire la Calabria in totale sicurezza».

Per il sindaco di Cassano all’Ionio Gianpaolo Iacobini, la nuova edizione assume un significato che va oltre la manifestazione enologica. «Sibari dimostra di essersi rimessa in piedi e, pur con tante ferite ancora aperte, si dimostra pronta a confermare questa sua vocazione di accoglienza e centralità». Il connubio con Reggio Calabria, ha aggiunto, trasforma l’appuntamento nell’«edizione della Magna Grecia», perché «si ricostituiscono antichi legami storici che vengono adesso riproposti alla modernità nel nome del vino e delle eccellenze agroalimentari di qualità della nostra regione».

Il valore storico della location è stato ribadito dal direttore del Parco archeologico di Sibari Filippo Demma. «Sibari è dove tutto è nato. Il vino in Italia meridionale comincia nella Sibaritide e quindi è il luogo ideale per ospitare una manifestazione del genere», ha affermato.

Anche quest’anno il Parco allargherà la propria offerta culturale. Al centro delle iniziative ci sarà una mostra dedicata ai miti e ai riti delle dee del grano, alla fertilità della terra e alla rinascita. «La mostra che racconta la produzione e il mito del grano per gli antichi verrà affiancata da un follow up», ha spiegato Demma, annunciando conferenze sui grani antichi della Calabria e delle regioni del Sud, la presentazione di eccellenze enogastronomiche locali e show cooking dedicati a paste, focacce e pizze. «Chef stellati e non stellati cucineranno i grani antichi sotto forma di pasta e li offriranno al nostro pubblico».

Entusiasmo anche a Reggio Calabria, chiamata a ospitare per la prima volta la manifestazione sul Lungomare Falcomatà. «Sono molto contento, così come sono contentissime le cittadine e i cittadini di Reggio, di ospitare questo grande evento e un marchio internazionale come Vinitaly, ormai riconosciuto in tutto il mondo», ha dichiarato il sindaco della città dello Stretto Francesco Cannizzaro.

«Ci siamo messi subito al lavoro», ha aggiunto il primo cittadino, sottolineando la collaborazione con Veronafiere e Vinitaly e l’entusiasmo con cui è stata accolta l’idea di organizzare la manifestazione «sul chilometro più bello d’Italia».

Per Cannizzaro, Vinitaly and the City rappresenta anche uno strumento di promozione della città. «Non perderò, assieme alla mia amministrazione, nemmeno un minuto per veicolare le potenzialità che Reggio offre e far sì che possa diventare la città internazionale che merita. Reggio si candida fin da ora ad ospitare la seconda edizione; siamo convinti che il successo sarà straordinario». Il sindaco ha definito Vinitaly «un veicolo assolutamente fondamentale» e «il primo evento di carattere internazionale della mia amministrazione», dicendosi «entusiasta e certo del successo che andremo a riscontrare».

Due realtà, dunque, e due scenari profondamente legati alla storia e all’identità della Calabria. Da Sibari, dove il racconto del vino si intreccia con le radici della Magna Grecia, fino allo Stretto e al Lungomare Falcomatà, Vinitaly and the City punta a trasformare il vino in una chiave di lettura del territorio, della cultura e delle eccellenze agroalimentari regionali.