Vibo Valentia marcia contro la paura, rompe il silenzio e accende la speranza di un’intera Calabria
Centinaia le fiaccole accese per dire No alla criminalità. Adesso però serve la presenza dello Stato. Non con le parole e con le promesse già ascoltate troppe volte. Servono risposte certe e interventi immediati
Vibo Valentia ha scritto ieri sera un’ulteriore pagina di storia di questa città.
L’ha scritta nella notte, dietro una piccola statua di Maria, la Madonna, accompagnata da centinaia di fiaccole accese nel silenzio e nella paura di una provincia ferita.
Ma non esiste notte senza alba.
E quella marcia è stata l’alba della speranza e del riscatto. Non solo per Vibo Valentia, ma per l’intera Calabria.
Una preghiera collettiva.
Una marea umana per dire basta. Basta alla violenza criminale, basta alle intimidazioni, basta alle minacce, basta al dominio della paura.
In testa al corteo il vescovo Attilio Nostro, insieme ai sindaci, agli imprenditori, alle associazioni, ai cittadini. C’erano soprattutto coloro che hanno subito attentati e intimidazioni, ma hanno scelto di denunciare e resistere. A testa alta.
La grande marcia di Vibo è stata una delle più alte e coraggiose forme di protesta civile viste negli ultimi anni in Calabria.
Uno schiaffo alle mafie, alla criminalità organizzata, a tutte le forme di violenza e sopraffazione.
Vibo non vuole tornare indietro.
Vuole liberarsi da un presente angosciante. Vuole rialzarsi, ma non può essere lasciata sola.
Adesso deve esserci lo Stato.
Non con le parole, non con le visite di circostanza, non con le promesse già ascoltate troppe volte. Servono risposte certe, interventi immediati, presenza costante, sostegno concreto a chi denuncia, a chi investe, a chi resiste.
Troppi ritardi. Troppe incertezze. Troppi silenzi.
Ognuno deve fare la propria parte, fino in fondo.
Questo network lo ha scelto dal primo momento, da anni.
Come ha scritto ieri l’editore del Network LaC Maduli, uno di quegli imprenditori coraggiosi che hanno deciso di restare in Calabria, nonostante intimidazioni, rischi e minacce.
“Noi c’eravamo prima. Ci siamo oggi. E ci saremo domani. Anche se proveranno a fermarci”.
Ci sarà sempre una squadra di giornalisti forti e coraggiosi pronta a raccontare la Calabria che non si piega, la Calabria che resiste, la Calabria che pretende legalità e futuro.
Ma oggi non basta più il solo coraggio dei cittadini.
Occorre che lo Stato ci sia davvero, in tutte le sue articolazioni.
Occorre colpire chi delinque e proteggere chi resta.
Le migliaia di persone che hanno attraversato nella notte le strade di Vibo non hanno concluso la loro marcia.
Sono ancora lì. Continuano a chiedere giustizia, sicurezza, dignità.
E questa volta non intendono tornare indietro.
Aspettando l’alba.