Basta bombe, è l'ora della pace. Stasera alle 21:30, torna l’appuntamento del giovedì con “I giorni della storia”
Dalla Guerra fredda a Gaza, dall'Iran a Taiwan: Franco Laratta e i suoi ospiti si chiedono se il mondo sia sull'orlo di un nuovo conflitto globale. Appuntamento alle 21:30 su LaC Tv
Bombardano i russi. Bombardano gli americani. Netanyahu rade al suolo. Ormai tutti bombardano tutti, e a pagare il prezzo più alto sono sempre i popoli: civili, bambini, intere città ridotte in macerie. È da questa constatazione amara che parte la nuova puntata de «I giorni della storia», in onda stasera, giovedì, alle 21:30 su LaC TV, condotta da Franco Laratta.
Il titolo dice già molto: «La terza guerra mondiale a pezzi». Un'espressione che il mondo ha imparato a conoscere e che oggi suona più attuale che mai. Ucraina, Medio Oriente, Iran, Mar Rosso, la tensione crescente tra Cina e Stati Uniti: sono conflitti separati o le tessere di un unico grande mosaico che sta ridisegnando gli equilibri del pianeta?
Anche Papa Leone XIV lo ha detto con chiarezza: la guerra è il fallimento della politica. E proprio dalla pace, da ciò che ci aspetta e dal futuro del mondo, prende le mosse il racconto della serata.
Gli ospiti
In studio con Franco Laratta ci saranno Giuseppe Ferraro, storico e autore di libri, esperto di guerre e conflitti; Filippo Corigliano, docente di Filosofia politica all'Università della Calabria; Simone Tropea, docente e scrittore. Dallo studio di Cosenza interverranno Katia Massara, docente di Storia contemporanea all'Unical, ed Ernesto Mastroianni. In collegamento il giornalista Andrea Papaccio Napoletano e, in audio da Gaza, padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, l'unica parrocchia cattolica della Striscia.
Dalla Guerra fredda all'Europa della pace
Il viaggio comincia dalla Guerra fredda: Stati Uniti contro Unione Sovietica, Nato contro Patto di Varsavia, Berlino, Cuba, la minaccia nucleare. Perché le due superpotenze non arrivarono mai allo scontro diretto? E quanto fu davvero vicino il mondo all'abisso? Domande che oggi servono a leggere il presente.
Poi l'Europa, nata dalle macerie della Seconda guerra mondiale grazie a Schuman, De Gasperi e Adenauer proprio per rendere impossibile un nuovo conflitto. La Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950 metteva in comune carbone e acciaio, le materie prime della guerra. Perché allora, settantacinque anni dopo, l'Europa torna a parlare soprattutto di riarmo?
Iran, Hormuz e il rischio di allargamento
Ampio spazio alla polveriera mediorientale: Israele, Iran e Stati Uniti, il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz, snodo vitale per l'energia del mondo intero. Quanto è concreto il rischio che una guerra regionale si trasformi in una guerra mondiale? E perché il legame tra Washington e Israele è così stretto da far dire a molti analisti che sia lo Stato ebraico a dettare la linea?
Gaza, la tragedia che interroga il mondo
Uno dei momenti più intensi sarà dedicato a Gaza. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, dopo la sua visita nella Striscia, ha descritto una situazione «drammatica, catastrofica, vergognosa»: città rase al suolo, tende, fognature a cielo aperto, la dignità di oltre due milioni di persone calpestata. La puntata ricorderà anche le telefonate quotidiane che Papa Francesco faceva alla parrocchia della Sacra Famiglia, pochi istanti per chiedere «come va?», «cosa avete mangiato?». E sarà proprio padre Romanelli a raccontare come si vive oggi a Gaza e se c'è ancora spazio per la speranza.
Taiwan, Trump e il nuovo disordine mondiale
Lo sguardo si sposterà poi sull'Asia: da una piccola isola, Taiwan, potrebbe partire il prossimo grande conflitto. Cosa accadrebbe se la Cina attaccasse? Gli Stati Uniti interverrebbero? E l'Europa potrebbe restarne fuori? Infine l'America di Trump: con le analisi di Lucio Caracciolo, la trasmissione si interroga su una vera rivoluzione geopolitica e sul possibile declino del ruolo americano di garante dell'ordine mondiale. Se Washington arretra, chi garantirà l'equilibrio del pianeta?
Una domanda sola
La Storia ci ha già mostrato dove porta la guerra: due conflitti mondiali, milioni di morti, città distrutte, generazioni perdute. Forse la terza guerra mondiale non è ancora iniziata, ma i suoi pezzi sono già tutti intorno a noi. La domanda con cui si chiuderà la serata è una sola: avremo la capacità di fermarli prima che diventino una sola guerra?