Contro le mafie serve l'alleanza del bene comune: monsignor Savino ospite della nuova puntata “Lo Stato siamo noi”
Il vescovo di Cassano all’Ionio e vicepresidente Cei per il Mezzogiorno ospite di LaC Tv: al centro del nuovo appuntamento il rapporto tra fede e legalità, dalla scomunica agli 'ndranghetisti all'eredità di don Tonino Bello
Una riflessione ampia, densa di significato civile e spirituale, che attraversa i territori più complessi del Mezzogiorno e rilancia il ruolo di una Chiesa chiamata a farsi presenza attiva, credibile e quotidiana nelle pieghe della società. Sarà questo il cuore della nuova puntata de “Lo Stato siamo noi”, l’appuntamento del venerdì incastonato nel format Dentro la Notizia, in onda su LaC Tv alle ore 13, sul canale 11 del Digitale terrestre e sulla piattaforma streaming e on demand LaC Play. In conduzione il giornalista Pier Paolo Cambareri.
Al centro del confronto, una delle voci più autorevoli del panorama ecclesiale e sociale del Sud: monsignor Francesco Savino, vescovo della Diocesi di Cassano allo Ionio e vicepresidente nazionale della Conferenza episcopale italiana per il Mezzogiorno. In studio, ad arricchire l’analisi, il contributo del professor Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia all’Università della Calabria, da anni impegnato sul fronte della formazione e della costruzione di una coscienza critica nei territori segnati dalla presenza criminale.
La puntata si svilupperà attorno al concetto di una “Chiesa in cammino”, capace di incarnare un impegno sociale concreto e riconoscibile, soprattutto nei contesti più fragili. Una Chiesa che non resta ai margini, ma sceglie di stare dentro le contraddizioni, accanto agli ultimi, ai poveri, ai dimenticati, trasformando l’accoglienza in azione sociale e la prossimità in strumento di riscatto. In questa prospettiva, l’impegno antimafia diventa parte integrante della missione pastorale: non solo denuncia, ma costruzione di alternative, generazione di speranza, isolamento culturale e sociale dei poteri mafiosi.
Nel corso dell’intervista, monsignor Savino si soffermerà sull’esperienza maturata nella Sibaritide e più in generale in Calabria, territori nei quali la presenza ecclesiale è chiamata a confrontarsi quotidianamente con le dinamiche della criminalità organizzata. Un’analisi che si intreccia con il messaggio forte e inequivocabile di Papa Francesco, in particolare con la scomunica agli ’ndranghetisti, segno di una linea netta e non negoziabile nel rapporto tra fede e legalità.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla necessità di costruire alleanze: tra istituzioni, scuola, associazionismo e comunità ecclesiali. Perché il contrasto alle mafie non può essere delegato né affrontato in solitudine, ma richiede una responsabilità condivisa e una visione collettiva capace di incidere nel lungo periodo.
Non mancherà uno sguardo prospettico sulle opportunità di crescita della Calabria, descritta come una terra “bellissima e dannata”, ricca di risorse ma frenata da criticità profonde: tra tutte il peso dell’individualismo e quella che Savino definisce una forma di “egoite cronica”, elemento che ostacola la costruzione del bene comune e favore, indirettamente, il radicamento delle logiche mafiose.
A chiudere il percorso tematico della puntata, il richiamo alla testimonianza di don Tonino Bello, figura simbolo di una Chiesa del servizio, della pace e della giustizia sociale. Un modello ancora oggi attuale, capace di ispirare una presenza ecclesiale che non si volta dall’altra parte, ma sceglie di sporcarsi le mani nella realtà, mettendo al centro la dignità della persona.