Francesco Perri presenta Quattro quarti, nuovo format di LaC: «Raccontiamo la musica come dialogo universale»
Dal 14 gennaio il nuovo programma che utilizza l’arte per unire mondi diversi. Ce ne parla il direttore del Conservatorio di Cosenza: «Libertà, Amore, Viaggio, Bellezza e Luna saranno protagonisti delle cinque puntate. Creeremo uno spazio accessibile a tutti per parlare di cultura in una chiave allegra e spensierata»
Dal 14 gennaio alle 22 debutta su LaC TV ‘Quattro quarti’, un format televisivo inedito interamente dedicato alla musica, pensato come spazio di dialogo tra arti, linguaggi ed esperienze di vita. Ideato e condotto dal maestro Francesco Perri, direttore del Conservatorio musicale di Cosenza, con la regia di Andrea Laratta, il programma propone un racconto della musica accessibile, leggero e profondo allo stesso tempo.
Alla vigilia della prima puntata del 14 gennaio abbiamo incontrato il maestro Perri per farci raccontare genesi, struttura e obiettivi di un progetto ambizioso, capace di parlare a pubblici diversi e di restituire alla musica il suo ruolo di linguaggio universale.
Direttore, che cos’è Quattro quarti e come nasce?
«Quattro quarti è un format nuovo per il nostro territorio perché tenta un percorso trasversale nel dialogo tra le arti, ma lo fa in una chiave allegra e spensierata. La musica è un collante fortissimo, capace di unire mondi diversi. Ogni puntata ruota attorno a un tema che definirei “universale”, su cui si sviluppano considerazioni, punti di vista, pensieri, poesia e naturalmente tanta musica».
Ogni tema ha una sua colonna sonora e attorno ad esso si ritrovano amici, ospiti, persone che dialogano, scherzano e raccontano come la musica, direttamente o indirettamente, abbia influenzato le loro vite, le loro carriere, il loro quotidiano.
«Il quattro quarti, in musica, è il tempo per eccellenza: il tempo piano, binario, quello della semibreve, l’unità di valore. Tutti abbiamo imparato la musica partendo da lì, dal 4/4. Ma il quattro è anche simbolo di stabilità: in termini pitagorici richiama la tridimensionalità e l’equilibrio del mondo fisico. Quattro sono gli elementi, quattro i punti cardinali, quattro il battito che rispecchia l’ordine naturale delle cose. Persino Jung vedeva nel quattro la totalità psichica. Direi, quindi, che è un titolo vincente».
Quante sono le puntate e chi vi partecipa?
«Questa prima serie è composta da cinque puntate, ognuna dedicata a un tema specifico. Si parte dalla Libertà, poi Amore, Viaggio, Bellezza, per chiudere con la Luna, intesa come sogno e archetipo di ciascuno di noi. Ogni puntata ha una durata complessiva di circa 50 minuti».
Gli ospiti saranno tre per puntata. Ci sono presenze fisse, come il violinista Pasquale Allegretti Gravina e il poeta-attore Daniel Cundari, e ospiti “mobili”, che non hanno necessariamente a che fare con la musica come professione, ma che ne sono stati profondamente influenzati.
«Parliamo di figure provenienti da ambiti diversi: dal presidente della Camera di Commercio Klaus Algieri, alla presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza Agata Mollica, dalla stilista identitaria Luigia Granata a docenti universitari come Roberto Gaudio ed Emilia Furia. E poi musicisti, etnomusicologi e artisti come Nino Del Gaudio, Roberto Bozzo, Serena Lionetto, Alessio Iorio, Alessandro Santacaterina e molti altri. Un mosaico di voci che rende il racconto ricco e imprevedibile».
Qual è l’obiettivo di un programma così ambizioso e particolare?
«L’obiettivo è molto diretto: parlare di musica e di arte in modo diverso. A livello nazionale esistono format televisivi molto tecnici o canali tematici specifici sulla musica. Quattro quarti ha invece l’ambizione di proporre riflessioni sulla musica in maniera leggera, comprensibile a tutti.
Vogliamo offrire uno spazio in cui chiunque possa riconoscersi, senza barriere culturali o specialistiche. Un format davvero adatto a tutti».
Lei ama la musica, la fa vivere e talvolta osa, come nel recente spettacolo del 1° gennaio al Teatro Rendano.
«‘Vertigo: il Sud è magia’ è l’ultimo spettacolo-concerto realizzato per il Concerto di Capodanno. È un tributo al mondo musicale del Sud, con il tentativo di ricostruire una tradizione ancora in parte inesplorata. Non si tratta di una semplice performance, ma di un modo per rileggere e riattualizzare un messaggio comunicativo rivolto alle nuove generazioni.
Oggi, grazie alla tecnologia e alla fruizione globale della musica, sono cambiati i paradigmi dell’ascolto. Vertigo riprende il topos identitario del Sud, ma lo rende comprensibile e vivo nella contemporaneità».
La musica e i giovani, la musica come risposta a un’epoca di guerre e odio diffuso.
«Il periodo storico che stiamo vivendo è estremamente complesso. Credo che la chiave per un nuovo percorso sociale sia la costruzione di un nuovo umanesimo. Questo passa dai giovani, che sono forti e possono rappresentare una leva decisiva per il cambiamento.
La musica è un elemento formativo fondamentale, al di là dell’aspetto professionale. È un linguaggio che dobbiamo riscoprire, perché entra naturalmente nell’animo dell’uomo e parla direttamente alla sua parte più profonda».
Appuntamento mercoledì 14 gennaio, alle ore 22, su Canale 11 del Digitale Terrestre, per la prima delle cinque puntate di Quattro quarti.