“I giorni della storia” su LaC Tv, democrazia sotto esame: focus su Usa, Europa e Medio Oriente
Torna questa sera la seconda puntata del format condotto da Franco Laratta: dall’Assemblea Costituente ai conflitti contemporanei, analisi sulle trasformazioni istituzionali
Dopo il debutto della scorsa settimana, che ha registrato un vero boom di visualizzazioni, torna su LaC Tv “I giorni della storia”, il nuovo format ideato e condotto dal direttore Franco Laratta. La seconda puntata, in onda giovedì alle 22, alza subito il livello dello sguardo: al centro c’è una domanda cruciale, oggi più che mai urgente — dove sta andando la democrazia?
A ottant’anni dall’Assemblea Costituente che ha dato vita a una delle migliori carte costituzionali del mondo, il programma propone un viaggio intenso tra passato e presente, mettendo a confronto le grandi sfide di ieri con le inquietudini di oggi. Il focus si sposta sulla crisi della democrazia americana, sulle sue ripercussioni in Europa e sui conflitti che stanno incendiando il Medio Oriente.
In studio analisti politici, giornalisti, politologi e docenti universitari, con il contributo dell’onorevole Pierluigi Castagnetti che per trent’anni ha rappresentato la storia del cattolicesimo democratico. Un racconto arricchito da immagini d’epoca — dai vent’anni del fascismo ai volti e ai discorsi di Pertini, Craxi e Aldo Moro — per ricostruire ottant’anni di storia tra pagine straordinarie e passaggi drammatici, che hanno messo alla prova la tenuta democratica.
Oggi, però, lo scenario appare più fragile. Il “tema dei temi” è la trasformazione della democrazia americana, sempre più segnata da derive personalistiche e tensioni istituzionali senza precedenti, fino ad attacchi diretti anche contro il Papa.
E proprio un intervento del Papa chiuderà la puntata. Un intervento breve ma incisivo, pronunciato durante un volo verso l’Africa.
Un finale che promette di lasciare il segno e che proprio in queste ore sta segnando nuovi sviluppi.
Appuntamento giovedì alle 22 su LaC Tv. Per capire il passato, ma soprattutto per non perdere il senso del presente.