“Libraria”, su LaC Tv parte la nuova rubrica culturale a cura di Francesco Kostner: «Un argine al pressapochismo»
Il debutto oggi alle 17.30. Il nuovo spazio si muoverà tra narrativa, saggistica e attualità, con uno sguardo attento alla Calabria: «Abbiamo numerose case editrici e altrettanti autori che meritano di essere conosciuti molto più di quanto avvenga oggi»
I libri arrivano su LaC TV con “Libraria”, la nuova rubrica firmata da Francesco Kostner, giornalista e scrittore. Un appuntamento settimanale dedicato agli autori, alle storie e alle idee che prendono forma tra le pagine, dalla narrativa alla saggistica, dalla storia alla cultura, con uno sguardo particolare alla Calabria e al mondo che cambia.
In un tempo segnato dalla velocità della comunicazione, dai social e dall’intelligenza artificiale, parlare di libri significa anche interrogarsi sul ruolo della conoscenza, del pensiero critico e della memoria.
Kostner accompagnerà i telespettatori alla scoperta dei libri e dei loro autori, cercando nelle pagine non soltanto storie da raccontare, ma anche chiavi per capire meglio la società nella quale viviamo.
La prima puntata andrà in onda oggi pomeriggio alle 17.30. Abbiamo incontrato Francesco Kostner per capire da dove nasce “Libraria”, quali obiettivi si propone e quale spazio può ancora avere il libro in una società che legge sempre meno.
Francesco Kostner, si sente il bisogno di dedicare uno spazio stabile ai libri e agli autori. Come sarà la tua rubrica? Quale l’obiettivo?
LaC, con questa iniziativa, conferma la sua leadership culturale e l’attenzione verso il pubblico, al quale propone oggi uno spazio culturale leggero, ma di qualità; breve, ma ricco di contenuti e di spunti di riflessione. Una finestra sul mondo dell’editoria regionale e nazionale che significa, anche e soprattutto, aprirsi al confronto con i grandi temi sociali, istituzionali, civili del nostro tempo.
Viviamo in una società dominata dalla velocità, dai social e dall’intelligenza artificiale. Che ruolo può avere ancora il libro nella formazione delle persone e nella crescita democratica del Paese?
Il libro rimane, nonostante tutto, uno strumento fondamentale per elevarsi culturalmente, spiritualmente e civilmente. Anzi, costituisce forse l’unico argine contro la proliferazione del pressapochismo informativo e della genericità narrativa, pericolosa e illusoria oltre ogni immaginazione, con cui siamo costretti oggi a fare i conti. La storia, la politica, la crisi educativa, le tensioni sociali, i cambiamenti geopolitici che sono sotto gli occhi di tutti, non possono essere compresi, analizzati e approfonditi a colpi di like o sulla base delle improbabili valutazioni che, il più delle volte, abitano oggi i social. Un buon libro fa la differenza, come è sempre stato e continuerà ad essere. E questo significa anche avere l’umiltà e la disponibilità a migliorarsi quotidianamente, appunto, attraverso lo studio e l’approfondimento che solo un buon libro può assicurare.
La Calabria ha una grande produzione culturale, ma spesso fatica a raccontare e valorizzare i propri autori. La nuova rubrica può diventare anche una finestra sulla cultura calabrese?
E’ uno degli obiettivi portanti di questa iniziativa. “Libraria”, nelle intenzioni mie, dell’editore Domenico Maduli, del direttore responsabile Franco Laratta e del direttore di rete, Franco Cilurzo, che ringrazio per la fiducia che mi hanno accordato, punta a favorire anche e soprattutto il raggiungimento di questo risultato. Abbiamo numerose case editrici e altrettanti autori, giovani e meno giovani, che meritano di essere conosciuti molto più di quanto avvenga oggi. E “Libraria” proverà a dare loro lo spazio che meritano.
Quali libri vorrebbe portare in televisione: quelli che raccontano l’attualità, quelli che aiutano a capire la storia, oppure anche narrativa, poesia e grandi classici?
Nel salotto settimanale che avrò il piacere di condurre, e che andrà in onda a partire da oggi pomeriggio, alle 17,30, ci sarà spazio per tutti. E per ogni argomento che possa incuriosire, stimolare, arricchire l’attenzione dei calabresi.
Oggi si legge poco, soprattutto tra i giovani. È davvero una crisi del libro o è soprattutto una crisi della capacità di trasmettere il piacere e l’importanza della lettura?
E’ vero, i dati mettono in evidenza una tendenza negativa molto preoccupante. Il libro in sé non ha perso fascino e importanza. Forse, il problema sta proprio nell’altro aspetto della sua domanda. E “Libraria” proverà a dare un contributo anche in questa direzione.
E’ importante far conoscere nuovi libri, riaprire il dialogo sulla cultura o provare, attraverso i libri, a capire meglio l’Italia e il tempo in cui viviamo. Ma ancora più importante è invitare alla lettura, formare nuove lettori, dare forza quindi alle pubblicazioni che spesso rimangono sugli scaffali invenduti.
Un libro non utilizzato o dimenticato rappresenta una sorta di “peccato culturale” che va assolutamente scongiurato. “Libraria”proverà a dimostrare, attraverso il contributo di tanti autori, e di opere che riescono ad offrire uno spaccato affascinante, positivo e incoraggiante della nostra realtà, quanto sia importante leggere. E come questo fondamentale esercizio rappresenti una risposta credibile e proficua nello sforzo, a cui tutti dobbiamo contribuire, di migliorare la percezione e la narrazione, oltre che le prospettive, della Calabria.