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01/05/2026 ore 08.57
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Mafie e coscienza civile, il sogno di Libera per una nuova Calabria: lo speciale “Lo Stato siamo Noi” su LaC

Dentro la Notizia in diretta alle 13 con Pier Paolo Cambareri e il contributo analitico del professore Giancarlo Costabile. La puntata si svilupperà a partire dalla testimonianza del referente regionale di Libera Giuseppe Borrello

di Redazione

C’è un filo sottile ma resistente che tiene insieme istituzioni, società civile e coscienza collettiva nei territori più esposti alla pressione della criminalità organizzata. È su questo terreno che si muove la nuova puntata di Dentro la Notizia, nella sua veste speciale “Lo Stato siamo Noi”, in onda in diretta alle ore 13 su LaC, canale 11 del digitale terrestre, e sulla piattaforma streaming e on demand LaC Play.

Un appuntamento che torna a interrogare il rapporto tra cittadini e legalità, tra partecipazione e responsabilità, in una regione in cui il confine tra presenza dello Stato e influenza delle mafie continua a rappresentare una linea di tensione decisiva.

Al centro della riflessione, il ruolo di Libera Calabria, presidio civile impegnato nella promozione della legalità e nella costruzione di una memoria condivisa contro ogni forma di criminalità organizzata. In studio, accanto al giornalista e conduttore Pier Paolo Cambareri, il contributo analitico del professore Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia all’Università della Calabria, chiamato a leggere i fenomeni non solo sul piano repressivo ma soprattutto su quello culturale ed educativo.

La puntata si svilupperà a partire dalla testimonianza del referente regionale di Libera, Giuseppe Borrello, raccolta ai microfoni di LaC. Un contributo che si articola lungo direttrici tematiche precise e che offre uno spaccato lucido delle trasformazioni in atto. Dal rischio di una progressiva normalizzazione della presenza mafiosa, capace di insinuarsi nella quotidianità fino a diventare quasi invisibile, al cambio di strategia delle organizzazioni criminali, sempre più orientate a forme meno eclatanti ma più pervasive di controllo del territorio e dell’economia.

Nel racconto di Borrello emerge con forza anche il ruolo di Libera come spazio di resistenza civile e costruzione di consapevolezza, un luogo in cui la domanda di verità e giustizia si traduce in impegno concreto, accanto alle vittime e alle comunità. Un impegno che affonda le radici in esperienze significative, come la mobilitazione a sostegno delle forze dell’ordine all’indomani dell’operazione Rinascita Scott, e che oggi si misura con nuove sfide, tra segnali positivi e criticità ancora aperte.

Il confronto in studio si allargherà al piano pedagogico e istituzionale, interrogando il ruolo dell’educazione nella prevenzione dei fenomeni mafiosi. Quanto incide l’assuefazione culturale nella diffusione della mentalità criminale? Quali strumenti possono realmente incidere nella formazione delle nuove generazioni? E soprattutto: come si costruisce un linguaggio capace di parlare ai giovani senza risultare retorico o distante?

“Lo Stato siamo Noi” torna così a proporsi come spazio di analisi e approfondimento, per connettere esperienze, voci e livelli diversi e restituire una lettura complessa ma necessaria della realtà calabrese. In un tempo in cui le mafie cambiano volto e linguaggio, la sfida resta quella di non arretrare sul terreno della coscienza civile, trasformando i segnali di speranza in percorsi concreti di cambiamento.