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04/03/2026 ore 16.03
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A Nola i funerali del piccolo Domenico, il vescovo: «Tragedia che ci ha spezzato il cuore». Presente la premier Meloni

Ultimo saluto al piccolo di due anni morto al Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. Monsignor Marino ha invitato a incoraggiare la donazione degli organi e si è rivolto ai genitori: «Dolore va condiviso, non si cura con il risentimento o la vendetta». Le parole della mamma: «Spero possa restare nei cuori di tutti»

di Redazione Cronaca

«Domenico è diventato figlio di tutti noi. I figli “so' piezzi e core” e il nostro cuore si è spezzato in questa tragedia». Lo ha detto il vescovo di Nola, Francesco Marino, nel corso dell'omelia per i funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto lo scorso 21 febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito.  Presente la premier Giorgia Meloni, arrivata poco prima dell'inizio della cerimonia funebre nella Cattedrale di Nola. Meloni, prima di prendere posto, ha voluto salutare i genitori del bimbo, scambiando in particolare con la madre un abbraccio e qualche parola. Accompagnata dal prefetto di Napoli Michele di Bari, Meloni ha poi preso posto sedendo accanto al presidente della Regione Campania Roberto Fico.

L’omelia del vescovo

Dal vescovo Martino durante l’omelia parole di conforto alla mamma di Domenico, Patrizia, e alla mamma del piccolo donatore: «Persino la lingua italiana non riesce a dare un nome a chi perde un figlio». «Anche quando il cuore di Domenico si è fermato, l'amore di Dio non si è fermato e ci sarà vicino anche nel pianto. E tu cara mamma Patrizia hai gridato in maniera composta il tuo dolore», ha aggiunto sottolineando che «Domenico in quella bara ci parla del calore della nostra terra che è capace di farsi prossimo e che il dolore deve essere condiviso perché non può essere portato da solo». Poi, un appello a incoraggiare la donazione degli organi come gesto di generosità ed a «continuare a credere nella buona medicina».

«Quel cuore era una pietra, non sarebbe mai ripartito»: nei verbali il racconto choc del trapianto sul piccolo Domenico

«I sentimenti umani che si agitano in questo momento sono di rabbia, di delusione, di atroce spasimo – ha aggiunto il vescovo –. Ci chiediamo “perché?", vorremmo dei responsabili con cui prendercela, vorremmo che chi ha sbagliato soffrisse come ha sofferto Domenico. Ma, proprio mentre ci assalgono questi desideri cattivi, finiamo per sentirci ancora più male, più in colpa, perché ascoltando veramente la voce della nostra coscienza, sappiamo bene che la sofferenza non si cura mai con il risentimento, il male non si vince con altro male, il lutto non si può elaborare con il desiderio di vendetta. La caccia ai colpevoli - ha continuato - per un momento appaga, ma non può mai ripagare una perdita così grande. Una cosa è riconoscere giustamente le responsabilità penali, che chi di dovere dovrà esaminare e sanzionare, altra cosa è presumere che la giustizia dei tribunali o, ancor peggio, il giustizialismo privato lenisca il dolore che nessuno, se non il Signore Gesù, può consolare con il balsamo dello Spirito d'amore».

Le parole della mamma 

«Ringrazio la presidente del Consiglio, il presidente della Regione, il sindaco, il vescovo e il cardinale Battaglia. Se oggi si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico, al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza. Ci sta abbracciando tutti, spero non sia l'ultimo giorno che lo pensiamo, che possiamo serbarlo in un angolo del nostro cuore. Ti amo, cuore di mamma». Lo ha detto Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, salutando i presenti nel Duomo di Nola alla fine della messa per il funerale del figlio.