Alluvione tra Nepal e Tibet, 17 morti: Farnesina in contatto con due italiani bloccati
VIDEO | Centinaia le persone ancora irreperibili, tra cui 291 stranieri. I connazionali si trovano con una guida oltre una strada interrotta da una frana
Si aggrava di ora in ora il bilancio della devastante alluvione che ha colpito il nord del Nepal, al confine con il Tibet. Le vittime accertate sono salite a 17, mentre proseguono senza sosta le ricerche delle persone disperse nel distretto montuoso di Rasuwa. L'emergenza interessa in particolare le zone attraversate dal fiume Bhote Koshi, dove la furia dell'acqua ha travolto villaggi, abitazioni, mezzi e infrastrutture.
Le operazioni di ricerca e soccorso vedono impegnati esercito nepalese, polizia e Armed Police Force, affiancati da personale specializzato e squadre mediche. Nelle zone maggiormente colpite vengono inviati rifornimenti di emergenza, mentre i droni sono utilizzati per mappare i danni e cercare eventuali persone rimaste isolate. Particolare attenzione è concentrata nelle aree della dogana e dello scalo di Rasuwagadhi, dove si teme che alcune persone possano essere rimaste sepolte.
A preoccupare è soprattutto il numero delle persone di cui non si hanno ancora notizie. Il Nepal Tourism Board ha identificato 384 viaggiatori come irreperibili, sulla base delle informazioni raccolte da dieci agenzie turistiche e di viaggio. Si tratta di 291 cittadini stranieri e 93 nepalesi. Tra gli stranieri figurano 105 cittadini indiani e persone provenienti, tra gli altri Paesi, da Australia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Malaysia, Regno Unito e Sudafrica. La lista è comunque preliminare e le autorità hanno invitato a non trarre conclusioni prima del completamento delle verifiche.
Terrifying floodwaters suddenly hit the Nepal–China border, sweeping through the Rasuwagadhi area with huge force and causing massive destruction in just minutes.
— زماں (@Delhiite_) August 26, 2026
📍 Rasuwagadhi, Rasuwa, Nepal 🇳🇵 https://t.co/9rGUXEA3sv pic.twitter.com/5JLb52O7lG
Le autorità hanno inoltre chiesto alla popolazione che vive lungo i fiumi Bhote Koshi e Trishuli di allontanarsi dalle rive e raggiungere zone sicure, mentre resta alta l'attenzione per il rischio di nuove piene. L'alluvione ha provocato pesanti danni anche alle infrastrutture e agli impianti idroelettrici della regione.
L'emergenza ha coinvolto anche il Tibet, dove una frana nella contea di Gyirong, nella città di Shigatse, ha provocato quelle che le autorità cinesi hanno definito «gravi perdite», oltre a un numero ancora imprecisato di dispersi. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato la massima mobilitazione dei soccorsi, chiedendo di intensificare le ricerche, assistere i feriti e trasferire gli abitanti delle aree maggiormente esposte. Anche il premier Li Qiang ha disposto il rafforzamento degli interventi, mentre il vicepremier Zhang Guoqing si è recato sul posto per coordinare la gestione dell'emergenza.
Sul fronte italiano, la Farnesina continua a verificare l'eventuale coinvolgimento di connazionali. L'Unità di Crisi è in contatto con il Consolato generale d'Italia a Calcutta, il Consolato onorario a Kathmandu e l'Ambasciata italiana a Pechino. Due turisti insieme alla loro guida sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha interrotto una strada e risultano in contatto con il ministero degli Esteri.
Restano sotto osservazione anche le cause della catastrofe. Le prime ricostruzioni indicano un fenomeno improvviso originatosi nell'area himalayana, con una grande massa d'acqua e detriti riversatasi verso valle. Le autorità continuano a monitorare la situazione mentre il bilancio delle vittime e dei dispersi resta ancora provvisorio.