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27/08/2026 ore 08.24
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Alluvione tra Tibet e Nepal, il collasso di un ghiacciaio scatena la tragedia. Il bilancio provvisorio: 165 morti e 826 dispersi

Tra gli stranieri potenzialmente coinvolti ci sono anche 90 italiani, secondo le informazioni pubblicate sul portale “Dove siamo nel mondo” dell'Unità di crisi della Farnesina

di Redazione

È stato il cedimento di un ghiacciaio, seguito da una violenta colata di detriti, a innescare la devastante alluvione che ha colpito l'area compresa tra il Tibet e il Nepal. A confermare questa ricostruzione è l'USGS, l'Istituto geologico statunitense, secondo cui il fenomeno sarebbe collegato a un terremoto di magnitudo 5.2 provocato proprio dal collasso glaciale e dal successivo movimento di materiale verso valle.

Il bilancio della catastrofe resta tuttavia ancora incerto e i dati diffusi dalle autorità nepalesi e cinesi non coincidono. In Nepal, secondo il National Emergency Operation Centre del ministero dell'Interno, sono stati recuperati finora 165 corpi, mentre risultano ancora irreperibili 826 persone.

Le vittime sono state recuperate in diversi distretti situati a valle. Il bilancio comprende 65 morti a Chitwan, 27 a Dhading, 26 a Nawalparasi (Bardaghat Susta Purba), 20 a Gorkha, 12 a Nuwakot, nove a Tanahun, cinque a Nawalparasi (Bardaghat Susta Paschim) e due a Rasuwa.

Prosegue intanto senza sosta la ricerca dei dispersi. Tra le 826 persone che non sono ancora state rintracciate figurano anche 85 appartenenti alle forze di sicurezza: 44 militari dell'esercito nepalese, 28 agenti della polizia e 13 membri della Armed Police Force.

Sono inoltre 162 i residenti dei distretti di Rasuwa e Nuwakot dei quali non si hanno ancora notizie. Particolarmente consistente è il numero dei turisti coinvolti: secondo i dati del ministero dell'Interno riportati da Nepal News, sono 579 le persone appartenenti a questa categoria ancora irreperibili, tra cui 466 stranieri e 113 cittadini nepalesi.

Alluvione in Nepal, si temono numerose vittime: dispersi anche centinaia di turisti

Le squadre di soccorso sono riuscite finora a mettere in salvo 104 persone, soprattutto nelle zone di Rasuwa, Nuwakot e Dhading. Le operazioni di ricerca sono riprese nelle prime ore della mattinata e proseguono nelle aree maggiormente colpite.

Tra gli stranieri potenzialmente coinvolti ci sono anche 90 italiani, secondo le informazioni pubblicate sul portale “Dove siamo nel mondo” dell'Unità di crisi della Farnesina. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha comunque assicurato che i due italiani direttamente coinvolti risultano in buone condizioni.

Di fronte alla gravità dell'emergenza, sono arrivati anche gli aiuti internazionali. Gli Stati Uniti hanno annunciato lo stanziamento di 500 mila dollari destinati a sostenere le popolazioni colpite dall'alluvione.

Il quadro resta dunque drammatico, con centinaia di vittime e centinaia di persone ancora disperse, mentre i soccorritori continuano a scavare e a cercare sopravvissuti in un territorio segnato dalla forza dell'acqua e dal collasso del ghiacciaio.