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07/09/2026 ore 19.56
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Arriva la stretta sugli ospedali dopo il furto di 80 fiale di fentanyl a Roma

Casseforti, allarmi, accessi tracciati e controlli delle scorte ogni 48 ore: il ministero prepara nuove regole per rafforzare sicurezza e tracciabilità dei farmaci stupefacenti

di Redazione

Casseforti certificate, sistemi di allarme, accessi elettronici nominativi, videosorveglianza e verifica delle giacenze almeno ogni 48 ore. Dopo il furto di 80 fiale di fentanyl avvenuto lo scorso giugno all’Ospedale Israelitico di Roma, il ministero della Salute prepara una stretta sulle procedure di sicurezza, custodia e tracciabilità dei medicinali stupefacenti nelle strutture sanitarie.

La bozza di decreto, elaborata dal ministero in collaborazione con le Regioni, potrebbe arrivare all’esame della Conferenza Stato-Regioni nella prossima riunione del 10 settembre. L’obiettivo è introdurre standard minimi uniformi per rafforzare la protezione e la tracciabilità di questi farmaci, sia nelle strutture pubbliche sia in quelle private.

Le nuove disposizioni riguarderebbero farmacie ospedaliere e territoriali, magazzini, strutture penitenziarie e servizi veterinari. Tra le misure previste figurano il divieto di deleghe generiche per la vigilanza, l’obbligo di registrare ogni passaggio di chiavi e credenziali e l’utilizzo di contenitori antieffrazione sigillati per il trasporto interno dei medicinali.

Particolare attenzione viene riservata anche alla gestione delle anomalie. In caso di furto, manomissione o ammanco, la struttura dovrà informare il responsabile entro dodici ore, procedere immediatamente a un conteggio straordinario delle scorte e trasmettere una segnalazione formale all’Agenzia italiana del farmaco. Dall’entrata in vigore del decreto, le strutture avranno 60 giorni per adeguare le proprie procedure.

Il provvedimento nasce anche sulla scia del furto avvenuto a Roma, dove sono state sottratte 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico. Una quantità potenzialmente sufficiente, secondo le stime riportate, a confezionare circa 20mila dosi destinate allo spaccio. Per la vicenda sono finiti sotto indagine due custodi della struttura.

Dopo il furto, il ministero della Salute aveva disposto un’ispezione e successivamente emanato una circolare per rafforzare le procedure di sicurezza. Ora la bozza di decreto introduce un quadro più strutturato e vincolante, ma non mancano le critiche.

A contestare il coinvolgimento delle strutture veterinarie sono i medici veterinari dell’Anmvi, secondo i quali il provvedimento rappresenterebbe un «eccesso regolatorio per falle di sicurezza che non si sono verificate nelle strutture veterinarie». Da qui la richiesta di stralciare il settore veterinario dal testo.

Il fentanyl è un oppioide sintetico con un’attività narcotica stimata tra 50 e 100 volte superiore a quella della morfina. In ambito sanitario viene utilizzato soprattutto per la sedazione in anestesiologia e nel trattamento del dolore cronico e oncologico. La sostanza è inserita nella Tabella I del Dpr 309/90 sugli stupefacenti.

Il rischio è legato soprattutto al possibile utilizzo al di fuori dell’ambito terapeutico e alla produzione illecita in laboratori clandestini. Il fentanyl può provocare una grave depressione del sistema nervoso centrale e della respirazione, fino al coma e alla morte, oltre a produrre effetti euforizzanti.

L’allarme sulla diffusione illegale della sostanza è particolarmente forte negli Stati Uniti, dove il fentanyl è associato da anni a un numero elevatissimo di decessi. Anche in Italia il fenomeno viene monitorato con attenzione. Nel 2024 il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio ha presentato il «Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici», con l’obiettivo di prevenire l’abuso e contrastare la diffusione illegale della sostanza e dei suoi derivati.