Sezioni
Edizioni locali
01/03/2026 ore 06.30
Italia Mondo

Attacco all’Iran, i dissidenti in esilio: «Il regime degli ayatollah non verrà rovesciato dalle bombe»

Gli attacchi di Usa e Israele contro Teheran potrebbero scuotere gli equilibri interni. Hakamian (Cnri) parla di «unità del popolo contro la dittatura» e Rajavi (Consiglio della resistenza) annuncia un governo provvisorio, basato sul suo «Piano in dieci punti» per il futuro della Repubblica islamica

di Redazione Esteri

Secondo Mahmoud Hakamian, membro della Commissione Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza dell'Iran (Cnri), l’azione militare di Israele e Stati Uniti, avviata nelle prime ore di sabato, può rappresentare un momento «decisivo», pur sottolineando che «il rovesciamento» degli ayatollah «è esclusivamente responsabilità del popolo iraniano e della sua resistenza organizzata».

Il quadro interno all’Iran resta complesso. Hakamian ricorda che «il regime iraniano si trova oggi più che mai nel suo punto di massima debolezza», citando cinque sollevazioni nazionali, il collasso economico, l’inflazione fuori controllo, la corruzione diffusa, la crisi ambientale e i colpi subiti dalle milizie governative come segnali di un sistema in crisi. Secondo l’esponente del Cnri, un cambiamento radicale è possibile, ma potrà avvenire solo «attraverso le unità di resistenza e i giovani ribelli», un percorso segnato da repressione e migliaia di vittime.

Attacco Usa-Israele all’Iran: questa volta l’obiettivo dei raid è abbattere il regime degli ayatollah

Hakamian riferisce inoltre all’Ansa che «lunedì scorso, 250 membri dei Mojahedin del Popolo dell’Iran hanno attaccato il quartier generale di Khamenei. In 100 sono stati uccisi o arrestati». Il blitz internazionale potrebbe, secondo lui, modificare gli equilibri interni al regime.

La presidente del Consiglio della Resistenza, Maryam Rajavi, ha reagito annunciando la formazione di un governo provvisorio volto a trasferire la sovranità al popolo iraniano, basandosi sul suo «Piano in Dieci Punti per il futuro dell’Iran». Rajavi ha anche esortato «il popolo iraniano, in particolare i giovani patrioti, a prendersi cura dei civili e della popolazione in generale, soprattutto dei bambini e degli anziani».

«La nostra forza», conclude Hakamian, «risiede nella coesione e nell’unità del nostro popolo contro la dittatura religiosa e i residui del fascismo monarchico che si sono lanciati nel tentativo di rubare la rivoluzione democratica».