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15/10/2026 ore 11.23
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Attentato a Ranucci, Mutone parla per sei ore: «Non volevamo fare del male». E indica chi avrebbe fornito la bomba

Davanti alla Procura di Roma, uno degli indagati avrebbe indicato Gomes Tavares, factotum di Valter Lavitola, come colui che avrebbe procurato l’ordigno. Gli inquirenti, secondo quanto riferito, non sarebbero convinti della sua versione

di Redazione Cronaca

Sei ore davanti agli inquirenti per ricostruire la vicenda dell’attentato contro Sigfrido Ranucci. Saverio Mutone, indicato come uno degli esecutori materiali dell’azione dinamitarda contro il giornalista, è stato sentito dalla Procura di Roma e avrebbe sostenuto che l’intenzione non fosse quella di fare del male. Nel corso dell’interrogatorio avrebbe inoltre indicato Gomes Clesio Tavares, factotum di Valter Lavitola, come la persona che avrebbe fornito l’ordigno.

A riferire gli ultimi sviluppi dell’inchiesta è il Tg1, che ha dato notizia anche dell’audizione di Laura Cianfoni, amica di Ranucci, ascoltata nei giorni scorsi come testimone. Le dichiarazioni rese da Mutone, secondo quanto riportato, non avrebbero convinto gli investigatori.

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Attentato a Ranucci, sei ore di interrogatorio per Saverio Mutone

L’audizione di Mutone rappresenta un passaggio significativo nell’indagine. Secondo quanto riferito dal Tg1, l’avvocata Carolina Schettino, legale dell’indagato, ha spiegato che l’interrogatorio era finalizzato a chiarire la posizione del proprio assistito. Fino a questo momento, Mutone si era sempre avvalso della facoltà di non rispondere ai pubblici ministeri, diversamente dagli altri indagati detenuti.

Nel corso delle sei ore di colloquio, Mutone avrebbe ribadito che non ci sarebbe stata l’intenzione di fare del male. Avrebbe poi attribuito a Gomes Tavares il ruolo di fornitore dell’ordigno impiegato nell’attentato. Una ricostruzione che, stando alle informazioni diffuse dal Tg1, non avrebbe al momento superato le verifiche degli inquirenti.

Le dichiarazioni dovranno essere valutate insieme agli altri elementi raccolti nel corso delle indagini. L’obiettivo degli investigatori è chiarire la dinamica dell’attentato, ricostruire i ruoli delle persone coinvolte e accertare eventuali responsabilità.

Ascoltata anche Laura Cianfoni, amica del giornalista

Nei giorni scorsi i carabinieri e la Procura di Roma hanno ascoltato come testimone Laura Cianfoni, persona vicina a Ranucci e presente, secondo quanto riferito, ad alcune cene con Valter Lavitola.

L’audizione si inserisce nell’attività investigativa diretta a ricostruire la rete di rapporti tra i protagonisti della vicenda e a verificare le circostanze che hanno preceduto e accompagnato l’azione dinamitarda. Gli investigatori stanno cercando di mettere in relazione le testimonianze e gli altri elementi acquisiti per definire con maggiore precisione il quadro dell’inchiesta.

Gomes Tavares in Camerun, resta aperto il nodo dell’estradizione

Un altro punto centrale riguarda Gomes Clesio Tavares, che si trova attualmente in Camerun. La Procura di Roma ha avviato le procedure per ottenere la sua estradizione, ma la posizione dell’uomo resta da chiarire.

Secondo quanto riferito, Tavares avrebbe interrotto da una decina di giorni i contatti con il proprio avvocato, spiegando di dover prima sistemare alcuni affari. Raggiunto telefonicamente, avrebbe dichiarato di essere disposto a rientrare soltanto in presenza di eventuali garanzie processuali.

Tavares avrebbe inoltre sostenuto che il Camerun è uno Stato di diritto e che l’estradizione potrà avvenire soltanto in presenza dei necessari presupposti legali. La procedura resta dunque un passaggio decisivo per consentire agli inquirenti di approfondire anche la sua posizione nell’ambito dell’indagine sull’attentato a Ranucci.

Il quadro investigativo è ancora in evoluzione: le dichiarazioni attribuite agli indagati e gli elementi raccolti dagli inquirenti dovranno essere verificati nell’ambito del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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