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07/07/2026 ore 20.00
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Autonomia, Calderoli tira dritto: «Critiche pretestuose ma il Governo va avanti»

Il ministro per gli Affari regionali difende il percorso della riforma davanti alle commissioni parlamentari, respinge le contestazioni di opposizioni ed enti locali ed assicura: «Ridurrà i divari tra territori»

di Redazione

Nel corso dei lavori parlamentari previsti nelle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato dedicati all'Autonomia differenziata, è intervenuto il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli: «Dopo settimane di audizioni e polemiche, molte delle quali pretestuose e agitate per mera convenienza politica – ha affermato - è necessario ristabilire la verità dei fatti e smontare una volta per tutte le obiezioni sollevate contro l'Autonomia solo per pregiudizio ideologico».

«Si contesta ad esempio - ha proseguito il ministro - la sostanziale uniformità delle richieste regionali e degli Schemi di intesa preliminare come se fosse una contraddizione, ma più volte ho ribadito che l'omogeneità dei testi non si traduce in uniformità applicativa. Questo per dire che le 4 Regioni potranno sì ricevere un equivalente livello di autonomia, ma ciascuna saprà poi applicare queste condizioni particolari in modo diverso e adatto alle proprie caratteristiche».

Calderoli ha aggiunto: «Si sostiene anche che non vi sia stata una completa consultazione degli enti locali, ma tutto ciò è semplicemente falso. Infatti in tutte le Regioni i rispettivi enti locali sono stati consultati sia sulle originarie richieste ma anche, a più riprese, nelle varie fasi del negoziato, senza alcun obbligo espresso dalla legge. È altrettanto falso che gli Schemi di intesa vadano in contrasto con la sentenza 192 della Corte Costituzionale o che cerchino di eludere le prescrizioni, quando invece vengono pienamente rispettate e anzi è proprio tale sentenza a ribadire che la Legge 86/2024 rispetta la Costituzione poiché ne è un'attuazione. E sempre nel rispetto della Consulta – ha poi sottolineato - il Governo è intervenuto con il ddl delega per la determinazione del Lep, che è in esame al Senato dall'agosto scorso ma che le opposizioni osteggiano ad ogni costo».

Per il ministro, «si ha la sensazione che l'argomento venga utilizzato nel dibattito in modo completamente pretestuoso: da un lato l'autonomia differenziata non si può attuare fintanto che non si determinano i Lep, ma dall'altro si cerca di frenare la determinazione dei Lep perché poi si consentirebbe l'autonomia differenziata. Vi è infine il capitolo dei profili finanziari per cui si paventa un pericolo di sfuggire dai meccanismi di salvaguardia che è chiaramente infondato, poiché le Regioni che richiedono maggiore autonomia continueranno comunque a concorrere agli obiettivi di finanza pubblica ed è chiaramente scritto addirittura nella Legge 86/2024"».

«Tutto ciò – ha concluso - è riportato nell'ampia documentazione che il Governo ha fornito al Parlamento per procedere con i lavori: parliamo di centinaia di pagine degli stampati parlamentari, come ad esempio le 332 cartelle dedicate soltanto alle motivazioni di sussidiarietà, che evidentemente c'è chi contesta senza nemmeno aver letto. E allora, facendo nuovamente mie le parole del presidente Luigi Einaudi, serve 'conoscere per deliberare' ma, aggiungo io, anche per fare contestazioni nel merito. Altrimenti non è una critica costruttiva, ma solo semplice ostruzionismo ideologico che rallenta le riforme e danneggia il Paese. E dunque il Governo andrà avanti su questa strada per ridurre i divari e garantire servizi ai cittadini con l'Autonomia, che può essere la vera svolta nel segno dell'efficienza e della trasparenza».