Bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato: chiuse le indagini per Daniela Santanchè
L’atto rappresenta l’ultimo passaggio prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Il nuovo procedimento si aggiunge ai processi già in corso sul caso Visibilia e sulla presunta truffa ai danni dell’Inps, aggravando il quadro giudiziario della parlamentare di Fratelli d’Italia
Nuova svolta giudiziaria per Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini all’ex ministra del Turismo e parlamentare di Fratelli d’Italia nell’ambito dell’inchiesta sui fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria Srl. Si tratta di un passaggio procedurale che chiude formalmente la fase investigativa e apre la strada all’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
Oltre a Santanchè, il provvedimento riguarda altre quindici persone e una società. Tra gli indagati figurano anche la sorella dell’ex ministra, Fiorella Garnero, e l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro, coinvolti, a vario titolo, nelle vicende societarie finite sotto la lente dei magistrati milanesi.
Le contestazioni della Procura
L’inchiesta ruota attorno ai dissesti finanziari delle società del gruppo e alle modalità con cui sarebbero stati gestiti i bilanci e le risorse economiche prima dei fallimenti.
I magistrati contestano, a seconda delle singole posizioni, le ipotesi di bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato. L’avviso di conclusione delle indagini non costituisce un giudizio di colpevolezza, ma consente agli indagati di conoscere gli elementi raccolti dall’accusa, depositare memorie difensive, produrre documentazione o chiedere di essere interrogati prima delle decisioni finali della Procura. Continua a leggere su LaCapitaleNews.it