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23/03/2026 ore 21.57
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Bimbo morto dopo trapianto a Napoli, al via l’ispezione straordinaria della Regione

Nell’inchiesta coinvolto il chirurgo calabrese Oppido. Il team inviato dal presidente Roberto Fico ha iniziato a verificare l'organizzazione e l'operato dell'azienda

di Redazione

È iniziata oggi all'ospedale Monaldi di Napoli l'ispezione straordinaria della Regione Campania dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo per il trapianto di un cuore danneggiato.

Lo apprende l’ansa. Per la tragica vicenda, 7 medici sono stati iscritti nel registro degli indagati tra cui il chirurgo calabrese Guido Oppido originario di Cosenza (per anni responsabile della cardiochirurgia pediatrica della struttura).

Il team inviato dal presidente della Regione Roberto Fico, con la partecipazione anche di professionalità esterne alla Direzione generale della Salute, ha iniziato oggi a verificare l'organizzazione e l'operato dell'azienda, con l'obiettivo di accertare se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note o conoscibili e siano state poi adottate le misure necessarie più opportune.

Bimbo morto dopo il trapianto a Napoli, il chirurgo calabrese Oppido indagato anche per falso nella cartella clinica

Il team, si apprende, ha acquisito documenti relativi alla attività del Monaldi come chiesto dal governatore, relativamente al periodo anche precedente all'evento del bambino oltre che sulle procedure amministrative e sanitarie dell'ospedale. L'ispezione iniziata oggi proseguirà nel mese e in parallelo ci saranno anche altre ispezioni nei centri trapiantologici della Regione, al momento per acquisire documentazione da studiare.

L'ispezione parte dall'istruttoria condotta nelle scorse settimane dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute che ha accertato «un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso, con protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in Azienda, formazione del personale inadeguata, in un clima relazionale interno gravemente deteriorato e preesistente all'evento del 23 dicembre 2025, significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali». Fico ha sottolineato nei giorni scorsi che «l'insieme di questi elementi configura una problematicità organizzativa sistemica preesistente».