Bologna in marcia per ricordare la strage del 2 agosto 1980, Lepore: «È il giorno più importante per la nostra città»
Il sindaco ha parlato nel cortile del Comune: «Diversamente dalle intenzioni di chi ha messo quella bomba, la nostra democrazia da allora è più forte». Al corteo anche i familiari di Fakir. Mattarella: «La strategia neofascista voleva cancellare i nostri valori»
«Il 2 agosto 1980 abbiamo perso 85 persone, è il giorno più importante della storia della nostra città. È una giornata di morte ma anche nella quale la speranza è iniziata, da quel giorno Bologna ha raccolto macerie, ha soccorso le vittime». Lo ha detto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, in un passaggio del suo intervento nel cortile del Comune in occasione del 46esimo anniversario della strage della stazione di Bologna.
«Da allora la nostra storia è cambiata - ha aggiunto - diversamente dalle intenzioni di chi ha messo quella bomba, la nostra democrazia da allora è più forte e questa marcia è il pilastro della democrazia».
«Voglio ringraziare - ha aggiunto - tutte le forze dell'ordine presenti, ringraziandoli per quello che fanno ogni giorno. Sono tanti quelli che hanno perso la vita come scorta, nelle indagini e in generale nell'adempimento del loro dovere», ha detto invitando i familiari delle vittime della strage del 2 agosto e tutti i presenti nel cortile del Comune a fare un applauso. Lepore ha anche ringraziato «chi rappresenta la giustizia, magistrati e avvocati, perché senza di loro non saremmo arrivati alle sentenze definitive».
Un lungo applauso ha accolto il sindaco Lepore, all'inizio del corteo che attraversa il centro cittadino. Lepore sta sfilando in via Indipendenza nello spezzone di testa insieme al sottosegretario Molteni, al presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e alle altre autorità. Al passaggio del sindaco, molti dei cittadini presenti lungo il percorso hanno applaudito e gli hanno rivolto parole di incoraggiamento, scandendo più volte: «Forza Lepore», dopo le minacce ricevute dal primo cittadino nei giorni scorsi a seguito della manifestazione dopo la morte di Aderrahim Fakir, il 42enne morto al Pilastro nel corso di un fermo di polizia.
Anche i familiari di Fakir, la nipote Yossra e la sorella Khadjia, partecipano al corteo partito da Palazzo D'Accursio per raggiungere la stazione. Le parenti del marocchino morto il 19 luglio durante un intervento della polizia, hanno salutato il sindaco e marciato insieme alle migliaia di persone presenti.
Il messaggio di Mattarella: «Segno inciso nella storia repubblicana»
«Il segno profondo impresso dalla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani», ha scritto un messaggio il capo dello Stato, Sergio Mattarella.
«Il dolore infinito - aggiunge - per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini; la commozione per lo strazio e i patimenti dei familiari; lo sgomento per la distruzione portata nel centro della vita civile della città e dell'intera nazione si rinnovano oggi, come in ogni giorno di ricorrenza. È una consapevolezza che riguarda la nostra comunità, i giovani anzitutto. E rilancia l'impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di democrazia. I valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere».
Il sottosegretario Molteni: «Data di tutta l'Italia»
Alle 10.25 del 2 agosto 1980 «un attentato o terroristico di matrice neofascista ha squarciato la vita di tante persone, di una città, di una nazione intera», ha detto il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni, intervenendo in rappresentanza del Governo nel cortile del Comune di Bologna all'incontro con le vittime della Strage del 2 agosto 1980.
«Essere qui a Bologna significa raccogliersi davanti ad una delle ferite più dolorose della storia del nostro paese. È una data che appartiene a tutta l'Italia intera», ha aggiunto.