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03/09/2026 ore 12.43
Italia Mondo

Centrosinistra, Schlein tira dritto sulle primarie ma cresce l’ipotesi Silvia Salis

Alla Festa dell’Unità di Genova, la segretaria del Pd e la sindaca tra sorrisi, abbracci e una sfida ancora sottotraccia

di Luca Arnaù

Abbracci, sorrisi, complimenti e una domanda che nessuna delle due ha interesse ad affrontare apertamente: Elly Schlein e Silvia Salis potrebbero ritrovarsi avversarie nella corsa per scegliere chi guiderà il centrosinistra contro Giorgia Meloni? Alla Festa dell’Unità di Genova la segretaria del Pd e la sindaca si mostrano unite, passeggiano a braccetto e si scambiano attestati di stima. Dietro la fotografia, però, si muovono le grandi manovre per le prossime elezioni politiche.

Schlein continua a puntare verso le primarie del campo largo, nonostante i dubbi che attraversano il Pd e le resistenze degli alleati. Salis, invece, ha già fatto sapere di non essere interessata a partecipare ai gazebo. Eppure proprio il suo nome continua a circolare tra quanti cercano una candidatura esterna ai partiti capace di mettere insieme l’intera coalizione.

Schlein: «Smettiamola di parlare di noi»

Interpellata ancora una volta sulla scelta del candidato premier, la segretaria dem prova a spostare il discorso: «Chiedo di smetterla di parlare di noi e di parlare dei problemi concreti degli italiani».

Ma la questione resta inevitabilmente sul tavolo. Schlein non rinuncia alla linea seguita finora e rimanda la decisione al confronto con gli alleati: «Affinato il programma comune della coalizione, con gli alleati decideremo su tutto il resto».

Il nodo è anche la legge elettorale. Prima di stabilire definitivamente regole, candidature e primarie, il centrosinistra vuole capire quale sistema uscirà dal Parlamento. L’eventuale introduzione del ballottaggio cambierebbe infatti radicalmente strategie e rapporti di forza.

Schlein attacca il centrodestra proprio su questo terreno: «La destra ha inserito il ballottaggio perché sono disperati, è inaccettabile». Il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia invita però ad aspettare: secondo lui il centrodestra è molto più diviso di quanto appaia e l’approvazione della riforma non può essere considerata scontata.

Il nome di Silvia Salis continua a circolare

È in questa situazione che cresce l’attenzione intorno a Silvia Salis. La sindaca di Genova non ha tessere di partito ed è riuscita nel 2025 a costruire intorno alla propria candidatura una coalizione larghissima, dal Pd fino all’area centrista e riformista, riportando Genova al centrosinistra.

Il cosiddetto «modello Genova» affascina una parte dei dirigenti della coalizione proprio perché potrebbe offrire una soluzione al problema che nessuno è ancora riuscito a risolvere: trovare un candidato capace di tenere insieme Schlein, Giuseppe Conte, Alleanza Verdi e Sinistra e l’area riformista.

Salis avrebbe inoltre il vantaggio di presentarsi come una figura relativamente esterna alle guerre tra partiti. Ex atleta olimpica, amministratrice arrivata da poco alla politica nazionale e oggi concentrata sulla guida della città, potrebbe rappresentare sulla carta quel nome terzo che una parte del centrosinistra cerca da mesi.

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