Ceuta, la Spagna accusa l’Italia: «Governo non all’altezza sui migranti». Von der Leyen: «È una sfida europea»
Il ministro degli Esteri José Manuel Albares critico verso il nostro Paese: «A Lampedusa crisi ripetitive che non si è stati capaci di risolvere. Noi siamo sempre stati solidali, questo lo esigiamo dai soci Ue»
La crisi migratoria di Ceuta deve essere affrontata come una questione europea, richiede maggiore solidarietà fra gli Stati membri e «ci sono stati alcuni governi che non sono stati all'altezza», fra cui l'Italia. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in un'intervista a Tve alla vigilia della riunione dei ministri dell'Interno Ue.
«Ci sono stati governi che non sono stati all'altezza», ha dichiarato il ministro, «e anche alcuni politici e partiti in Spagna», che hanno assunto posizioni, a suo dire, «irresponsabili». «Il governo italiano è stato uno di questi».
Rispondendo alle critiche di Roma sulla gestione della crisi migratoria a Ceuta, Albares ha sottolineato che l'Italia, in altri momenti, è stata «assolutamente inondata di immigranti irregolari», con le «crisi ripetitive» sull'isola di Lampedusa che «non è capace di risolvere». Mentre la Spagna «è stata sempre solidale, politicamente e con i fatti», ha sostenuto. «Questo lo esigiamo dai soci europei», ha aggiunto.
La migrazione è una sfida europea
«La migrazione è una sfida europea che richiede una risposta europea. E, per questo, la solidarietà è fondamentale»: è quanto sottolinea la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in una lettera indirizzata al premier spagnolo Pedro Sanchez.
Von der Leyen spiega che occorre «raddoppiare gli sforzi in cinque aree chiave: prevenire gli arrivi degli irregolari attraverso la cooperazione con i Paesi terzi; rafforzare i confini esterni; attuare i sistemi di allerta; smantellare le reti di trafficanti; rafforzare i rimpatri». «La Spagna – aggiunge – può contare sul supporto della Commissione».
I cinque punti citati sono «essenziali» nel contrasto alla migrazione e lo testimonia il fatto che, negli ultimi due anni, gli arrivi degli irregolari sono scesi del «55%», e quest'anno del «37%», spiega la numero uno della Commissione, secondo la quale l'incidente di Ceuta va interpretato come una lezione: «Insieme, gli europei possono migliorare la loro resilienza, la loro preparazione, la loro risposta».
Albares al Marocco: «Collaborazione decisiva per la gestione migratoria»
«Abbiamo detto con chiarezza che l'Ue non accetterà ingressi di irregolari. E non accetterà tentativi di usare la migrazione illegale per fare pressione su uno Stato membro».
Nella missiva, la presidente della Commissione spiega che il Marocco «è un importante partner strategico» nella gestione della migrazione. «Stiamo già lavorando» con Rabat e «in cooperazione con la Spagna, soprattutto in relazione a Ceuta e Melilla, possiamo migliorare il sistema di allerta ai confini nonché il nostro sostegno tecnico e finanziario al Marocco».
«È chiaro, dopo questo incidente, che dobbiamo rafforzare i confini nei punti critici, con la vigilanza e anche con barriere fisiche dove necessario», sottolinea von der Leyen.
Albares ha fatto appello a «mantenere aperti i canali diplomatici» con il Paese magrebino. E ha chiesto un maggiore coinvolgimento di Bruxelles: «L'Europa sostenga e aiuti la Spagna nell'enorme specificità dell'unica frontiera terrestre che l'Europa ha con l'Africa, che è la frontiera più diseguale del pianeta e che va gestita con il Marocco e con la solidarietà dell'Europa», ha osservato.
Secondo Albares, la crisi è stata alimentata soprattutto dalla circolazione di false notizie online, che hanno indotto migliaia di giovani a riversarsi a Ceuta. «La disinformazione è stata l'elemento chiave per disinnescare questo movimento senza precedenti», ha segnalato. E ha sostenuto che «bisogna monitorare i social network e combattere la disinformazione». Il ministro ha infine denunciato che «c'è stata una sincronizzazione dell'internazionale reazionaria, che con grande rapidità ha amplificato quanto stava accadendo e diffuso menzogne e false notizie sullo spazio Schengen».
La collaborazione del Marocco è stata decisiva nella gestione della crisi migratoria di Ceuta e ora serve un maggiore sostegno dell'Unione europea per affrontare «l'enorme specificità dell'ultima frontiera terrestre dell'Europa con l'Africa», ha affermato il ministro Albares.
Rispondendo alla domanda se Madrid consideri Rabat un socio affidabile dopo la crisi, Albares ha replicato: «Mi rimetto ai fatti e i fatti sono che fin dal primo momento il Marocco ha offerto la sua collaborazione per impedire i flussi di persone e, soprattutto, perché ritornassero immediatamente, come sta accadendo», ha detto il capo della diplomazia spagnola. «La volontà del Marocco è che fino all'ultimo migrante torni in Marocco», ha aggiunto.
Il ministro ha definito «un fatto inedito» gli ingressi in massa via mare e terra giovedì di almeno 50.000 persone (stimate dal governo iberico), ma ha sostenuto che lo è anche «il rimpatrio in 48 ore di queste migliaia di persone in totale collaborazione col Marocco».