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07/08/2026 ore 14.49
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Ceuta, Sanchez avverte l’Italia sui controlli alle frontiere: «Fate un passo indietro o agiremo di conseguenza»

Il premier spagnolo convoca il governo sulla crisi nell’exclave, dove oggi un giovane migrante è morto tentando l’ingresso dal Marocco con un parapendio. Si tratta del primo decesso tra coloro che stanno provando a emigrare

di Redazione

È alta tensione tra Spagna e Italia sui controlli alle frontiere. Il governo di Madrid chiede a Roma di revocare entro domenica 9 agosto le verifiche reintrodotte dal primo agosto, dopo la crisi migratoria che ha interessato Ceuta, e avverte che, in caso contrario, è pronto ad adottare «misure proporzionate».

La richiesta arriva attraverso una nota ufficiale dell’esecutivo spagnolo, che contesta apertamente la decisione italiana. Madrid la considera «ingiusta e discriminatoria» nei confronti della popolazione spagnola, oltre che contraria agli interessi dell’Unione europea. Secondo il governo di Pedro Sanchez, i controlli sarebbero stati introdotti senza preavviso e in maniera unilaterale, con motivazioni che non sarebbero conformi alle regole del Codice delle frontiere Schengen.

La nuova frizione tra i due Paesi si inserisce in un quadro particolarmente delicato. A Ceuta la pressione migratoria resta elevata dopo l’ingresso di oltre 72mila migranti dal Marocco il 30 luglio, mentre le autorità devono gestire anche la presenza di numerosi minori stranieri non accompagnati.

La crisi a Ceuta

Proprio in queste ultime ore, un giovane migrante di origine subsahariana è morto nel tentativo di raggiungere l’enclave spagnola dal territorio marocchino. Secondo quanto riferito dalla Guardia Civil, il ragazzo aveva cercato di entrare a Ceuta utilizzando un parapendio, decollando dalla zona di Benzù, sulle colline che dominano la costa marocchina davanti alla baia settentrionale della città.

Il tentativo si è concluso in tragedia. Per cause ancora in corso di accertamento, il giovane avrebbe perso il controllo del parapendio ed è precipitato in mare poco prima dell’atterraggio. Quando è stato raggiunto dai soccorritori della Guardia Civil, intorno alle 8, era già morto.

Si tratta, secondo quanto riportato dalle autorità, del primo decesso tra i migranti che hanno tentato di raggiungere Ceuta per via aerea.

Sanchez convoca il governo

La situazione dell’enclave è al centro anche dell’attività dell’esecutivo guidato da Pedro Sanchez. Il premier ha presieduto in videocollegamento da Lanzarote una riunione di coordinamento sulla crisi, coinvolgendo i ministri della Difesa Margarita Robles, dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, dell’Inclusione, previdenza sociale e migrazioni Elma Saiz e della Gioventù e infanzia Sira Rego.

Proprio Rego è attesa a Ceuta per incontrare le autorità locali e coordinare la gestione dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, che secondo le stime del governo dell’enclave sono più di 1.200.

Nel frattempo, il governo spagnolo ha annunciato che quattro ministri riferiranno al Congresso sulla gestione della crisi migratoria. Le audizioni si svolgeranno davanti alle commissioni parlamentari competenti: Robles il 25 agosto, il ministro della Presidenza, giustizia e rapporti con le Cortes Félix Bolaños il 27, mentre il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e quello degli Esteri José Manuel Albares saranno ascoltati il 28 agosto.

La richiesta di riferire in Parlamento era stata avanzata anche dal Partito Popolare, all’opposizione. Bolaños ha motivato l’iniziativa con la necessità di fornire «fatti e trasparenza» di fronte a quelle che definisce campagne di disinformazione, odio e xenofobia.