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30/11/2025 ore 12.51
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Corruzione in Ucraina: lo scandalo che rischia di travolgere non solo Kiev, ma anche le sponde europee

Le dimissioni di Andry Yermak, capo gabinetto del presidente Zelensky, mettono a repentaglio l’immagine del Paese in un momento delicato del conflitto con la Russia

di Redazione Esteri

Un terremoto politico e istituzionale scuote da settimane l’Ucraina: Andriy Yermak, capo di gabinetto del presidente Zelenskyy e per anni suo principale consigliere, si è dimesso dopo che le autorità anticorruzione ucraine, hanno perquisito la sua abitazione e i suoi uffici nell’ambito di un’inchiesta su uno scandalo da 100 milioni di dollari circa, in tangenti e appalti irregolari nella società nucleare statale.

La gravità del caso è acuita da due fattori: da un lato le accuse riguardano settori critici per la sicurezza del Paese in guerra; dall’altro questi eventi arrivano nel momento in cui l’Ucraina punta ad ottenere un più decisivo sostegno militare, finanziario e politico dall’Occidente. Il rischio che la corruzione, o la sua percezione, danneggi la fiducia di governi, parlamenti e opinione pubblica estera è concreto.

Per l’European Commission e per istituzioni europee, che da mesi seguono l’evoluzione del conflitto in Ucraina, questo scandalo rappresenta un banco di prova. Bruxelles ha ammonito che il rispetto della legge, la trasparenza e la punizione dei corrotti sono condizioni imprescindibili per ogni sostegno futuro.

In questo senso, le ricadute potrebbero travalicare i confini ucraini. Gli aiuti europei, i fondi per la ricostruzione, la cooperazione economica e militare con Kiev, tutte leve già viste come parte di uno sforzo continentale, rischiano di essere riviste al ribasso o subordinate a rigidi controlli. L’opinione pubblica europea, alla luce del caso, potrebbe chiedere garanzie concrete: non basta dichiararsi amici dell’Ucraina, serve una leadership che dimostri coerenza tra guerra e riforme.

Per Zelenskyy la partita è ora su due tavoli: interno, ristabilire credibilità e ordine dentro il governo; esterno, salvare il consenso internazionale, dimostrando che la lotta alla corruzione non è un optional, ma un pilastro del sostegno all’Ucraina. Se fallirà su entrambi i fronti, il rischio è davvero imprevedibile per il futuro del paese. Ma quello che ora si teme è che la corruzione sia molto più vasta di quanto sia emerso finora. E potrebbe toccare interessi di personalità politiche e istituzionali a livello internazionale.